Serie A – Coronavirus: Diaconale e Ricciardi sulla sospensione dei campionati di calcio
Diaconale: “Vogliono fermare il calcio per motivi politici. Trovare un calciatore positivo non deve fermare il sistema”
In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio: “Imbrogliare Lotito? Ci sono state delle spinte per interessi diversi. Lotito è una garanzia per i tifosi della Lazio, difenderà gli interessi della società.
Tommasi si è svegliato storto e voleva impedire che si giocasse anche Juventus-Inter perché c’erano degli interessi affinché quella partita potesse essere rinviata e chissà come sarebbe andata a finire, ma non voglio andare oltre. Detto ciò, la mia impressione è che c’è una drammatizzazione: si parlava di semplice influenza, adesso c’è una drammatizzazione che trova nel calcio un accentuamento.
Fermare il campionato significa che in un Paese come l’Italia dove lo sport, il calcio, è una parte importantissima del Paese, vuol dire che siamo in uno stato di emergenza tale da non sopportare le attività normali. Parlo da analista politico di lunga esperienza, la mia impressione è che si tenti di drammatizzare tutto per poter avere facilitazioni da parte dell’Unione Europea sullo sforamento del deficit.
Aumentare il deficit significherebbe che le risorse prese non potranno mai pareggiare i danni. Per combattere bene il virus, bisognerebbe potenziare al massimo le strutture sanitarie, stiamo applicando il metodo cinese che può funzionare in un Paese totalitario come la Cina, ma c’è da dire che lì in una settimana hanno creato un ospedale, qui non accadrà mai.
Bisognerebbe di ridurre i decessi potenziando al massimo le strutture sanitarie, ormai il contagio è diffuso. Trovare un calciatore positivo non sarebbe motivo per bloccare l’intero sistema, sicuramente bisognerebbe correre ai ripari e garantire i controlli. I calciatori sono dei professionisti e dei ragazzi responsabili, sanno benissimo come devono comportarsi. Decidere di non giocare? Il blocco del calcio significherebbe far saltare i diritti televisivi con cui campano la maggior parte delle squadre medio piccole”. Conclude Diaconale.
Ricciardi: “La fuga da Milano è un regalo al virus. Se ci sono le debite precauzioni, la Serie A deve andare avanti”
In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms, consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus e consulente Coni: “Nella zona Lombardo-Veneta c’è ancora un incremento molto forte, allargandosi verso la parte alta dell’Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Marche.
Nel resto d’Italia non c’è ancora la diffusione R2, dobbiamo cercare di evitare. Fuga da Milano? Un regalo al virus, dandogli la possibilità di spostarsi da una parte all’altra del Paese non abbiamo fatto altro che agevolarne la diffusione.
Le varie ordinanze sono state ricondotte ad un’unica ordinanza della Protezione Civile che ribadisce che i cittadini non devono allontanarsi dalle zone rosse e se lo fanno è esclusivamente per ragioni di assoluta urgenza, per il resto è affidato ai controlli da una parte e dall’altra al buon senso. L’alternativa sarebbe bloccare il Paese.
Questa è la misura più vicina a quella adottata in Cina, l’unica differenza è che lì è stato tutto affidato all’Esercito. Mi rendo conto che al Centro e Sud Italia la percezione sia distorta, ci vorrebbe senso di responsabilità, non bisognerebbe arrivare ad avere i militari in strada. Decisioni drastiche saranno necessarie se il virus si diffonderà anche nella parte basse d’Italia.
Differenza tra influenza e Covid-19? Nella prima fase sono decisamente identiche. C’è però un piccolo particolare: la congiuntivite è molto più frequente nei casi di Covid-19. Serie A? Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che la concessione di far giocare a porte chiuse è giusta, nel momento in cui non pongano a rischio la salute di uno spettatore. Attività sportiva dei giovani? All’aperto si può fare, affinché non favoriscano la diffusione. Tutta la popolazione mondiale è suscettibile, nessuno è immune”. Conclude Ricciardi.
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