Donne&Calcio – Chi dice che sia una cosa per soli uomini?

   

donna calcioQuante volte sul tema calcio, confrontandoci con qualche uomo ci siamo sentite dire “Tu sei donna, cosa ne capisci?”,  tipica frase del più basso maschilismo. Ebbene sì, nel secolo del progresso, della tecnologia, dell’innovazione dobbiamo imbatterci ancora in atteggiamenti maschili di questo calibro. Pensandoci bene questi modi di ragionare vengono inculcati sin dalla nascita facendoci credere che solo un maschio può giocare a pallone. Inconsapevolmente crescendo assistiamo ad un imposizione di ruoli che nella realtà non esistono nemmeno. Certo è che rispetto a molti anni fa qualche passo avanti è stato fatto considerando che il calcio era uno sport prettamente maschile.  

Oggi, invece, la passione per il calcio e, ancor di più, per la propria squadra del cuore, coinvolge sempre di più noi donne in dibattiti accesi oltre che sugli spalti di uno stadio, dove la nostra presenza è sempre più folta, anche tra le mura domestiche. Ciò che oggi è la normalità non lo era sicuramente qualche decennio fa. Esprimere concetti calcistici con risvolti meramente tattici finalmente non è più un tabù per una donna e sembra socialmente accettato dal popolo dei maschietti.

Sono lontani i tempi in cui si ironizzava sulla impossibilità di spiegare il concetto di fuorigioco a una donna. Già nel 1981 in America esistevano 80 squadre di calcio femminili e ora, invece, se ne contano un migliaio con larga diffusione anche in Europa.

È dunque da sfatare il luogo comune sulla donna ‘incompetente in materia di calcio’. Il calcio per molte non è solo una palla sballottata a destra e a sinistra, non è il calciatore bello e ricco, non è una moda per rendersi interessanti, ma sono 90 minuti di  passione intensa e di massima adrenalina, senza parlare dello stadio dove un mix di emozioni ti invadono.

Un altro punto a favore delle donne è sicuramente rappresentato dalle nuove regole che stanno nascendo intorno al mondo del calcio. Ad esempio, l’introduzione della tessera del tifoso (da tantissimi condannata e criticata) ha sicuramente reso gli stadi dei posti un po’ più sicuri rispetto a pochi anni fa, il tutto favorito anche da una precisa politica da parte di non poche società calcistiche con incentivi e prezzi ridotti per rendere più rosa anche il tifo negli stadi.

Che dire? Di questi tempi la donna tifosa non chiede più: “perché perché qualche volta non ci porti pure me” (come cantava Rita Pavone) ma si organizza e ci va con le amiche, lasciando anche volentieri il proprio uomo a casa!

Valentina Pascariello

 

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