Come riporta anche l’edizione odierna del Corriere dello Sport, in questo momento stare nei panni di Benitez, sarebbe un problema per chiunque. Proprio come Adam Kadmon diceva nel suo programma televisivo: “Un episodio è una coincidenza, due episodi sono una coincidenza, tre episodi sono una certezza !”. Benitez si trova di fronte ad un grande problema, in casa Napoli si è avuto anche “il terzo indizio” , quello che fa la prova d’un disagio indiscutibile: la crisi d’identità di Rafael Cabral Barbosa. Problema che spinge a fare delle scelte, a decidere, a intervenire subito, sapendo che può esserci la soluzione o anche la «catastrofe». Si rigioca e stavolta accadrà a Trebisonda, va di scena l’Europa League, altro traguardo importante, a questo punto della stagione, forse il più importante (la vincente accede in Champions League). In casa del Trabzonspor i calciatori azzurri, forse potrebbero ritrovarsi, sia ben chiaro che la squadra dopo il brutto avvio di stagione, si era ripresa e stava giocando benissimo, velocità ed equilibrio, calciatori e tifosi avevano ripreso a sognare, e grazie ai sogni miglioravano tutti, ma il Palermo ha riportato il pessimismo nell’ambiente. A Trebisonda quindi gli azzurri giocherebbero, senza l’«ohhh» preoccupato del San Paolo. Ma la ferita di Palermo è lì che «sanguina», pure e soprattutto in Rafael, Benitez questo lo sa, ma forse anche nella sua mente ritorna il pensiero fisso color “rosanero“. Impossibile far finta di niente, semplicemente impossibile che dietro quel “Tutti hanno la mia fiducia”, pensare che finisca tutto nel dimenticatoio della malinconia di una semplice sconfitta, la quale contro il Palermo ci può stare. Vedendo però i risultati della domenica, Palermo non è più una semplice sconfitta, ma diventa una mancata occasione.
L’Europa League, quindi consente di incidere sul momento, offre a Rafael il corrimano sul quale poggiarsi proprio ora che ne ha bisogno, e di consegnare all’argentino Andujar quella porta che ha mostrato di meritare poi in Coppa Italia contro l’Udinese e contro l’Inter. Stavolta ci può stare che si cambi, che si vada verso un’alternanza politicamente correttissima, figlia di valutazioni profonde e non di convinzioni, che quindi con il Trabzonspor compaia, dall’inizio, il portiere argentino arrivato l’estate scorsa, dopo essere stato acquistato già a gennaio 2014 (rimase a Catania a finire la stagione).
Rafael è patrimonio societario da tutelare, è la «scommessa» di due anni fa sgretolatasi a Swansea, in una nottata paradossale, nella quale emerge un talento che poi viene disintegrato da un infortunio al ginocchio con un banalissimo salto, per accogliere a due mani il pallone che scendeva, nel momento più elettrizzante della sua carriera. Ma ora è un’altra storia e ad essa bisogna piegarsi, però ragionando attraverso il percorso mentale d’un allenatore: Rafael è, potrebbe essere, il futuro, ma va pure tutelato, soprattutto ora che con due uscite azzardate ed un erroraccio tecnico si è rivoltato il proprio destino contro. Quindi quanti sarebbero disposti, a stare al posto di Benitez fino alla partita di giovedi con il Trabzonspor, a combattere con le coincidenze, le prove, e forse chissà, le “certezze” da schierare in campo.

