Ecco un Campano che insegna la civiltà. Questo è quanto è accaduto al funerale di Ettore Scola

Ettore Scola è nato a Trevico (AV) anche se poi cresciuto a Roma

Si brinda a Scola: è l’addio che avrebbe voluto

C’era questo, c’era quello, nell’ultimo giorno di addio a Ettore Scola. La festa era completa, con il cinema di ieri e di oggi e la politica di ieri e di oggi. Il Presidente Mattarella e il premier Renzi che vuole trovare le forme più giuste per un omaggio permanente e poi D’Alema, Rutelli, Veltroni. In mattinata la tanta gente che è passata per un ultimo bacio, nel pomeriggio la cerimonia, con tanto di musica e palco sul quale gli amici più cari e i compagni di lavoro più affezionati si sono dati il cambio tentando tutti di regalare un senso allegro a un addio che di suo allegro non può essere.

Il primo è Verdone, ironia della sorte, il più paludato e monocorde, ha ricordato come Scola abbia saputo interpretare Roma, come solo i non romani sanno fare. Tornatore invece agguanta le fila dell’ironia immaginando una conversazioni cine-mistica che si svolge tra Fellini e Scola all’indomani del film “C’eravamo tanto amati” che vedeva la partecipazione di Fellini. E qui il regista di Amarcord dice: «Queste inquadrature dall’alto non si fanno» riferendosi a una sequenza d’amore tra la Sandrelli e Vittorio Gassman girata da Scola. E ha aggiunto poi Fellini: «Quello è il punto di vista di Dio. Tu non sei credente, chi te lo fa fare a metterti come il Padreterno?». «Ettore – conclude Tornatore – da quella volta sequenze dall’alto non le ha mai fatte, ma credo che questa volta dovrà abbozzare Federico».  

Stefania Sandrelli, che tanti film ha girato diretta da Scola, ha le mani che le tremano e la voce spezzata: «Lui riderà di noi oggi ma per noi è più difficile ridere di lui. Avevamo due cose in comune, la miopia e il senso dell’umorismo unito alla passione smodata per il cinema che a me fa parlare spesso, nella vita, con frasi dei film. Mi piace ricordare le cose piccole prese negli anfratti di quelle più grandi. Ridevamo molto insieme e sono sicura che mi abbia voluto bene. Ti ringrazio amico prezioso». 

Paolo Virzì che non si considera un erede ma un allievo, mette in scena una sceneggiatura esilarante recitata ad arte da lui stesso, che racconta il loro primo incontro un po’ fantozziano e tenerissimo. Dunque è la volta di Pif: «Eravamo rimasti che ci saremmo visti per un cacio e pepe insieme… Ma se proprio non voleva venire poteva inventarsi un mal di testa. Morire mi sembra eccessivo». E poi Veltroni che lo considerava un padre libero e appassionato, lo storico del cinema francese Jean Gili e Giuliano Montaldo che l’ha eletto l’ultimo re di Roma a furor d’affetto. 

Un migliaio nel giardino della Casa del Cinema in un clima se non di festa ma certamente di profondo affetto sereno. Fra i tanti anche il premio Oscar Michel Hazanavicius e sua moglie Berenice Bejo. Il regista e la diva francese si sono messi discretamente ad aspettare in fondo all’arena. «Eravamo venuti a Roma proprio per incontrare Scola – ha spiegato il regista -. Un giornale francese mi aveva chiesto di raccontare una scena che amo del cinema mondiale ed io avevo scelto “Come una regina”, uno sketch de I nuovi mostri. Scola l’aveva letto e mi aveva detto che anche secondo lui era una delle cose migliori che aveva fatto. Avevamo deciso di incontrarci così, semplicemente, per amicizia». E ancora Renzo Arbore, Citto Maselli, Arbore, La Capria. I produttori Tozzi, Procacci, Degli Esposti, il regista Roberto Andò, Gigi Proietti, Paola Cortellesi e Veronica Pivetti, Rolando Ravello, Franco Nero, Luigi Abete, De Laurentiis, il ministro Franceschini. Dacia Maraini, Francesca Archibugi e Andrea Occhipinti, Gabriele Muccino. E lì alla Casa del Cinema che aveva festeggiato i suoi 70 anni e i suoi 80, l’addio come hanno voluto moglie, figli e nipoti, con un brindisi e tanto amore.

Fonte: La Stampa

Amedeo Gargiulo

Laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli nel 1997. Seconda Laurea in Storia all'Alma Mater di Bologna nel 2012. È insegnante di Lingua e Letteratura Italiana nella Scuola secondaria di secondo grado dal 2007. È giornalista pubblicista dal 2017. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo storico: "Κύμη (Cuma)" Azeta Fastpress. Si occupa di due rubriche sulla storia del Calcio: "Tasselli di storia napoletana" per Forzazzurri.net e "SINE QUA NON, siamo qui noi" per 1000CuoriRossoblu. È Presidente della Associazione Culturale Enciclomedia ODV.

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