Il giornalista affida al suo editoriale la sua opinione sulla sconfitta degli azzurri contro il Sassuolo
Antonio Corbo, nel suo editoriale su Repubblica, commenta la sconfitta del Napoli nel match di ieri contro il Sassuolo. Il giornalista denuncia un uso discontinuo del Var e di come una gestione simile rischia di compromettere la regolarità del campionato.
Queste le sue parole:
l tema resiste anche se nel finale la squadra può dirsi penalizzata dai guasti del sistema Var. Funziona a corrente alternata, come dimostra questo week-end. La discontinuità non dipende dalle tecnologie finalmente introdotte, ma dalle manine dell’uomo. Quando vi si deve far ricorso? C’è un vuoto normativo come denuncia il manager interista Marotta, ma non c’è neanche il principio di solidarietà nel rapporto fra arbitro di campo e arbitro nascosto in regia. Dovrebbero aiutarsi, ed essere dopo ogni partita valutati insieme dagli organi superiori secondo la qualità della prova collettiva. Perché da entrambi deriva l’equità del risultato, quindi la credibilità del sistema. Si registra invece una difformità nella revisione dell’azione, giustificata dal regolamento sull’intervento Var. L’arbitro che sta al video deve segnalare al suo collega in campo l’ipotesi urgente di un rigore quando ravvisa un errore grave. Ieri Francesco Fourneau, romano, ha fatto scattare dalla sala Var l’allarme dopo che Di Lorenzo aveva agganciato la caviglia di Raspadori. Dopo molto tempo. Il romano Mariani ferma il gioco e va ad osservare le immagini: sono chiare, rigore. Nel finale però Marlon trattiene per la maglia Osimhen lanciato a rete. Sia Mariani che Fourneau glissano, preoccupati forse di perdere il treno per Roma Termini. Il Napoli urla, invoca, protesta, il Sassuolo intanto va al raddoppio”.
“Questa diversa reazione degli arbitri mina la credibilità del campionato, ma poco o nulla toglie al risultato che ieri premia Roberto De Zerbi, il suo lavoro in profondità per una idea moderna di calcio. Possesso palla ma in velocità. Può essere ininfluente (ieri 57/43 per cento per gli emiliani) la gestione se macchinosa, quella del Sassuolo non lo è, e gli consente una fluidità di manovra pur con tre importanti titolari assenti: Berardi, Caputo e Djuricic. Al comando c’è Locatelli, il capitano ovunque lega i reparti e i singoli in una identità tattica sempre operosa e diligente da far meritare al Sassuolo il secondo posto. Locatelli oscura l’omologo Bakayoko”
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