E pensare che una squadra senz’anima e senza contenuti stava quasi per regalarci un’emozione, ma ci è voluto poco per ricondurci all’amara e triste realtà fatta di di pane e veleno, anzi, solo veleno. Ovviamente, mi riferisco al Napoli e al triste epilogo di questa maledetta stagione iniziata male e finita peggio.
Benitez saluta e vola in direzione Madrid lasciando alle sue spalle un Napoli a pezzi, senza Champions e senza ‘na lira. Ora bisognerà ricominciare tutto da capo. “Pazienza, ci vorrà tanta pazienza”, questa sarà la parola d’ordine della nuova società.
Bisognerà ricostruire partendo prima dall’allenatore e poi dai calciatori senza trascurare che anche il ‘fido’ Bigon ha deciso di abbandonare la nave. Campanello d’allarme per un progetto destinato a fallire o semplice rottura di scatole e voglia di cambiare aria?
E i tifosi? Saranno disposti ad ascoltare altri proclami estivi fatti di promesse di fantomatiche vittorie e quinquenni vari?
Per carità, nello sport, come nella vita, si può vincere e si può perdere. La cosa importante, però, è che anche nella sconfitta più pesante ci sia sempre tanta dignità.
Dignità, quella che è venuta a mancare alla nostra squadra nel momento clou della stagione. Questa è la cosa che veramente fa arrabbiare me e i tanti tifosi che amano il Napoli. Assistere impotenti ai disastri causati da una banda di ragazzini in tenuta “Denim” è stato davvero irritante. Ancor più fastidioso è stato vedere, fino all’ultima giornata, come questi ‘signori’ non abbiano affatto compreso cosa significhi per i tifosi napoletani onorare la maglia e la città.
Puoi avere tecnica, classe e colpi da maestro, ma se perdi punti contro Empoli, Verona, Parma, Atalanta e compagnia bella vuol dire che del calcio italiano non hai capito nulla. Sono proprio queste le squadre da battere se vuoi vincere qualcosa, mettendo in campo la stessa cattiveria e concentrazione di quando si affrontano il Borussia o l’Arsenal. In Italia nessuna squadra va snobbata, soprattutto, le cd ‘piccole’!
Parlare ora è vano e, sicuramente, qualche tifoso di Serie A mi ricorderà che vorrà vedere la mia faccia quando ci sarà da salire sul “carro dei vincitori”. Ok, io sarò in prima linea quando ci sarà da salire su questo benedetto carro purchè qualcuno mi indichi orario e luogo di partenza. È arrivato il momento di vincere e non penso di dovermi vergognare se faccio un’ammissione simile!
Amo la mia squadra e il mio status di innamorato tradito mi attribuisce anche il sacrosanto diritto di ‘incazzarmi’. È fisiologico e non ci vedo nulla di male, poi, magari, domani si fa la pace e sarò il primo a dire che dovremo portare pazienza, ma oggi, lasciatemelo dire, mi sento ‘cornuto e mazziato’!
Ricostruzione? Ok, ma mettiamo i tasselli giusti in questo mosaico e non le solite mezze figure! Bisognerà ripartire da gente con le palle e, sicuramente, non mi riferisco a quelle (ormai famosissime) che comprò Montervino all’epoca del fallimento.
Meritiamo di più!
Dario Catapano
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