ESCLUSIVA – Intervista alla giornalista georgiana Nina Mamukadze-Sordini

Nina Mamukadze Sordini, giornalista e caporedattrice della testata giornalistica georgiana ExclusiveTV in Italia, ci racconta Khvicha Kvaratskhelia

In esclusiva a ForzAzzurri.net, è intervenuta Nina Mamukadze-Sordini, caporedattrice di Exclusive TV. La giornalista nel suo intervento ci ha raccontato più da vicino il fenomeno Kvaratskhelia dalla sua prospettiva a e quella dei tifosi georgiani.

Queste le sue parole:

La piazza napoletana ha subito accolto Khvicha, il quale è arrivato a sostituire un nome pesante come quello di Lorenzo Insigne. Pensi che avrebbe avuto la stessa esplosione anche se fosse approdato in un altro campionato?  

“Non appena è arrivata la notizia del trasferimento di Kvaratskhelia al Napoli, considerando che avrebbe dovuto sostituire Insigne, ho subito pensato che Khvicha avrebbe dovuto lavorare più duramente per affermarsi, ma il suo talento si è fatto strada. Nel suo caso era inevitabile, lui assieme al talento ha una voglia insaziabile di giocare e vincere. Già dalle prime partite, è stato evidente che il Napoli avesse fatto un grande acquisto. Non posso dire come lo avrebbero accolto in un altro campionato, penso con grande gioia, perché Kvara è sempre Kvara, ma i napoletani “sono un’altra storia”. Napoli e i napoletani lo hanno abbracciato e dato il cuore, di conseguenza anche all’intera nazione georgiana, ma posso dire che questo amore è reciproco”.

Il suo arrivo nel campionato italiano è stato d’impatto come pochi. C’è qualche altro talento georgiano che potrebbe seguire le sue orme?

“Del calcio e dei talenti georgiani si può parlare all’infinito. Abbiamo avuto dei calciatori a livello mondiale durante il periodo dell’Unione Sovietica. Se la Georgia fosse stata indipendente anche allora, alcune leggende del calcio georgiano come Boris Paitchadze, Micheil Meskhi, Slava Metreveli, Davit Kifiani, Vladimer Gutsaevi, Vitali Daraselia e altri avrebbero oltrepassato i confini del paese, ma eravamo schiacciati da Mosca. Ai tempi dell’Urss le squadre georgiane, soprattutto la Dinamo Tbilisi, era una voce fuori dal coro. La Dinamo Tbilisi era una squadra nata per rappresentare esclusivamente l’identità del popolo georgiano. Il loro calcio era una continua danza sul pallone. Dopo la liberazione della Georgia, negli anni ’90 il mondo ha cominciato a scoprire alcuni talentuosi calciatori georgiani: Shota Arveladze, Giorgi Kinkladze, Temur Ketsbaia, Kakha Kaladze ecc. 

Per quanto riguarda la generazione di Khvicha ci sono altri nomi molto importanti, come per esempio: Giorgi Mamardashvili, Zuriko Davitashvili, Giorgi Tsitaishvili, Giorgi Miqautadze, Luca Lochoshvili, Irakli Azarovi, Anzor meqvabishvili, Luca Gagnidze ecc…

Khvicha sembra non avvertire mai la pressione. Oltre al suo enorme talento pensi sia questo anche il segreto delle sue prestazioni?

“Penso che il segreto del successo di Khvicha sia complesso: a parte il suo grande talento, si capisce il duro lavoro che ha messo in sé stesso. Allo stesso tempo è una persona molto umile, ha un grande senso di responsabilità sia verso la sua nazione sia verso i napoletani e ovviamente verso i suoi compagni di squadra. Anche suo padre, Badri Kvaratskhelia, ex calciatore e allenatore professionista, ha avuto grande impatto sulla formazione di Kvara come di un calciatore di una tecnica eccezionale. In una delle interviste, Khvicha, racconta che fin dall’infanzia, dopo ogni partita, insieme a suo padre passava in rassegna ogni dettaglio. Penso che tutto questo abbia dato al suo talento la forma che vediamo ora in campo, alla quale è stato dato il nome “Effetto Kvara”.

In patria Khvicha è visto come un idolo, tanto che la gente si riunisce nei cinema per guardare il Napoli giocare. Inoltre molti tifosi georgiani ormai fanno dello stadio Maradona la loro tappa fissa. Raccontaci dell’ “Effetto Kvara” in Georgia.

“Khvicha attualmente è il georgiano più famoso, si può dire che è diventato quasi “eroe nazionale”. Di lui e di conseguenza della Georgia parlano importanti testate internazionali quali, la CNN o il New York Times. In brevissimo tempo, Khvicha è riuscito a portare il nome della Georgia in tutto il mondo. Ora molti sanno che nel crocevia tra L’Europa e L’Asia c’è un paese bellissimo con una grande cultura e una storia antichissima, che per molto tempo è rimasto in ombra, dietro la cortina di ferro sottomesso prima alla Russia zarista e poi a quella sovietica. Khvicha adesso è diventato “l’ambasciatore” della Georgia nel mondo. La sua nazione lo vede e lo apprezza, lui nel nostro Paese è adorato. I georgiani sia in Italia che in patria si organizzano per assistere alle sue partite, soprattutto quelle giocate a Napoli. È incredibilmente toccante questo amore e questa sintonia tra i napoletani e i georgiani”.

Il rendimento di Kvicha avrà sicuramente già attratto l’interesse di diversi top club europei. I tifosi azzurri sono soliti ad affezionarsi ai loro gioielli ma in passato, anche quello recente, hanno dovuto fare i conti con addii illustri. Da Higuain a Jorginho fino a Koulibaly e Mertens. Quale futuro vedi per Kvicha? Un suo trasferimento futuro potrebbe cambiare qualcosa nell’affetto che oggi i tifosi georgiani hanno per Napoli?

“I tifosi napoletani sono meravigliosi, anzi, unici. È uno spettacolo vedere come i supporters azzurri trattino i loro idoli. Il timore, prima o poi, di perdere il gioiello della squadra c’è. Direi che anche questo è il bello del gioco del calcio…Tutti vogliono i migliori. Dobbiamo essere positivi e goderci il momento. Ora Kvara è al Napoli e la Georgia è per il Napoli.

Lo straordinario rendimento degli uomini di Spalletti sta facendo sognare i tifosi, che dopo anni vedono più che mai fattibile la possibilità di vincere qualcosa di importante, anche più della scorsa stagione in cui gli azzurri sono rimasti in corsa per il campionato fino a poche giornate dalla fine. Quali sono gli obiettivi che Kvara si può porre con questo Napoli?

“Sta succedendo qualcosa di importante. Spalletti è straordinario nelle sue azioni che a volte anche i tifosi in alcuni momenti possono non capire.  ma gli Azzurri con le decisioni di questo grande allenatore, insieme alla eccezionale classe dei ragazzi della squadra, stanno andando verso la direzione giusta. E osservare il georgiano accompagnare la squadra di Maradona allo Scudetto, è davvero qualcosa di magico”.

Alessandro Santacroce

 

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