Non sono un dietrologo, però fa riflettere la sequenza tra le dichiarazioni di De Laurentiis e quelle di Benitez. Il presidente dice alla radio ufficiale del club: punteremo sui giovani anche il prossimo anno. Il tecnico dice dopo la scialba prestazione di Udine: manca il carattere a questa squadra (e quindi, mia intepretazione, bisogna prendere giocatori più maturi, con una mentalità più forte e vincente, con il piglio del leader). Perchè è evidente che è questo l’unico modo per non restare nel guado, a metà strada tra questo Napoli e quello del Grande Progetto, che vorrebbe gli azzurri veramente in grado di lottare per lo scudetto.
E’ bene che De Laurentiis e Benitez si chiariscano le idee su cosa fare: si deve partire dai campioni affermati per rendere il Napoli così forte e completo da superare il preliminare di Champions League e di affrontare tre competizioni nella prossima stagione. E’ un lavoro costoso, che richiede dispendio di energie, ma è l’unico modo per superare i difetti che il Napoli ha puntualmente mostrato in questa stagione, appunto quelli che hanno fatto infuriare Rafa.
C’è da chiedersi perché soltanto dopo il pareggio di Udine – non dannoso ai fini della classifica al contrario di altre rimonte subite dagli azzurri, quelle che hanno frenato la corsa verso il secondo posto – Benitez attacchi la squadra. Perchè la definisca immatura, non ancora pronta per lottare a certi livelli, con un riferimento al mercato – inteso come supermercato più che come quello calcistico – dove non si trova sempre tutto ciò che si desidera.
fonte:il Mattino
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