Ferlaino rivela: “Ecco chi portò via Maradona dal Napoli”

 
 
   

MARADONA ESULTA01L’ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano La Repubblica nel giorno del trentesimo anno dall’acquisto di Diego Armando Maradona.

Come le venne in mente di comprare Maradona?

“Antonio Juliano, che era il direttore generale, aveva contattato il Barcellona per un’amichevole. Accettarono precisando che Maradona non ci sarebbe stato per un infortunio. Ci informammo e scoprimmo che era falso, era in rotta con il club. Così partimmo. Ci chiesero 13 miliardi di lire, convinti che non avessimo i soldi”.

Invece?

“Invece niente, era vero, non li avevamo. Enzo Scotti, il sindaco, mi mise in contatto con Ferdinando Ventriglia, presidente del Banco di Napoli. Avevo i politici a favore e gli intellettuali contro. Una trattativa infinita, chiusa all’ultimo minuto”.

Oppure oltre?

“Andò così. L’ultimo giorno utile presi l’aereo e andai in Lega a Milano, dove consegnai una busta vuota. Da lì con un volo privato a Barcellona: feci firmare Maradona e in piena notte tornai a Milano correndo in Lega. All’ingresso dissi alla guardia giurata che avevo sbagliato una procedura, salimmo negli uffici e di nascosto sostituii la busta: portai via la vuota e lasciai quella con il contratto. All’alba Napoli era in festa”.

Che Napoli era quella del 1984?

“La Campania aveva ministri e sottosegretari al governo, la città grandi prospettive di crescita, si costruiva il Centro Direzionale, non come oggi, una città immobile in cui Bagnoli non parte mai. E la camorra esisteva anche allora”.

Mai avuto dubbi sullo scudetto perso col Milan nel 1988?

“Tutta Napoli ne ha avuti. Io ho indagato, ho preso informazioni, non ho mai scoperto niente. Fu un crollo fisico, aggiunto all’odio della squadra verso l’allenatore Bianchi”.

In un’altra città italiana Maradona avrebbe avuto una vita diversa?

“Napoli era l’ideale per lui. Non è mai stata una città razzista e ha sempre amato gli estrosi. Se non avesse avuto quel difetto, Diego avrebbe giocato altri cinque anni. Non l’avrei venduto mai. Ce lo tolse Blatter. Un giorno mi chiama e dice: la neve caduta è diventata una valanga. Fu un esproprio. Ma pretesi dal Siviglia l’intera cifra del rinnovo contrattuale”.

Il vostro primo incontro?

A Barcellona. Mi invitò a casa sua, una villa molto bella. Arrivai di notte e ripartii poco dopo. Lui era con Claudia, la sua fidanzata. Pensai: a Napoli dove gliela trovo una villa così? Allora nel contratto feci prevedere che l’alloggio fosse a carico suo”.

Perchè i vostri rapporti furono così burrascosi?

“Un mese sì e un mese no. Io rappresentavo la società, l’ordine, il dovere. Lui ha natura da ribelle, ma è un ragazzo d’oro. Una persona che rispetta la parola data. Averlo portato in Italia per me è una medaglia e non avevo i soldi dei diritti tv. Oggi nessuno potrebbe prendere Messi. Ero nel calcio da 15 anni. Il Napoli si piazzava secondo, ottavo, quarto. Mi dissi: o smetto o compro Maradona”.

Fonte:areanapoli

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Antimo Panfilo

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Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi…