Il quotidiano Il Roma, scrive in merito al rendimento di Amadou Diawara dal suo arrivo al Napoli.
LA SUA PROVA. Col Sassuolo non demerita, Diawara, ma si limita al compitino, non prende iniziativa, non va mai oltre uno scarico al compagno. Brilla solo nella ripresa, dal limite, con un bel tiro che Pegolo deve smanacciare in corner. Per il resto l’ex Bologna è autore di una prova da ordinaria amministrazione: intesa da rivedere con Allan, che ha caratteristiche simili, e poca velocità nella manovra, nell’impostazione, nelle intenzioni di accelerare per trovare il varco giusto. In più, all’ottantesimo, la quinta ammonizione della sua stagione che lo ha condizionato per il finale di gara.
IBRIDO. Diawara ha qualità ma non le sfrutta del tutto, è potenzialmente un talento ma solo quando riesce ad accorgersene del tutto. Nel suo primo anno a Napoli, con Sarri, stupì tutti allo Stadium con la Juve o al Bernabeu col Real Madrid. Gare difficili che giocò con enorme personalità, a testa alta. Era la stagione della leggerezza, Diawara aveva tutto da guadagnare e nulla da perdere. Da allora non è riuscito a ripetersi: lo scorso anno è stato chiuso da Jorginho, quest’anno ha raccolto diciotto presenze complessive, non poche, ma non è riuscito a lasciar traccia, a convincere Ancelotti. Per questo motivo l’allenatore continua a considerarlo un’alternativa e intanto l’estate si avvicina e con essa il mercato: da parte del calciatore ci sarà l’esigenza di giocare di più, da quella del Napoli il diritto di capire fino a che punto un gioiellino come Diawara, pagato quindici milioni nell’estate del 2016, possa risultare ancora utile in vista del domani”
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