Mimmo Malfitano scrive sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport in merito alla tregua ADL-Sarri
“Il chiarimento ADL-Sarri, dunque, c’è stato. Ma certe scorie difficilmente verranno smaltite. I due non si sono mai presi ed il rapporto va avanti solo perché c’è continuità nei risultati. La vittoria di Roma ha ridato entusiasmo all’ambiente Napoli ed ha aperto ad una due giorni di grandi emozioni e tensioni. In parte, Sarri ha dovuto arrendersi alle pressioni del presidente che, proprio a Madrid, gli contestò il mancato impiego di alcuni giocatori, tra cui Marko Rog. Dopo sei mesi di attesa, l’allenatore s’è convinto che il ragazzo avrebbe potuto soddisfare le sue esigenze e che, tutto sommato, sarebbe valsa la pena di tastarlo e comprenderne lo sforzo fatto per acquistarlo. Il centrocampista della nazionale croata ha giocato da titolare le ultime due partite, con Juventus (Coppa Italia) e Roma (campionato), sorprendendo la critica per le sue qualità fisiche e tecniche. In questo, ci aveva visto bene, De Laurentiis, che ne ha preteso l’impiego. Oggi, a Sarri viene imputato il ritardo nel quale s’è perso per valutare le doti di questo ragazzo. Che non è stato l’unico ad aspettare il proprio turno in panchina in attesa che il tecnico gli desse fiducia. Con lui, anche Maksimovic, Giaccherini, Pavoletti, l’ultimo acquisto, per il quale il club ha speso 18 milioni di euro. Insomma, mai prima d’ora il Napoli aveva avuto una panchina da 60 milioni di euro, peraltro ignorata o quasi dallo stesso Sarri”.

