Pubblicato il: 10 Luglio 2015 alle 11:50 pm

Giuntoli ai raggi X. Scopriamo chi è il nuovo DS del Napoli

In questa stagione, gli azzurri, hanno dovuto far fronte a una vera e propria rivoluzione. Con gli addii di Rafa Benitez e Riccardo Bigon, Aurelio De Laurentiis si è trovato da solo per risolvere i problemi nel suo club: Responsabile Gestione tecnica e Direttore Sportivo sono stati i nodi da risolvere. Per la prima figura è stato scelto Maurizio Sarri. Un nome che certamente non farà impazzire, ma gli esperti dicono che è un grande allenatore, uno che ha mangiato pane e pallone.
Per occupare, invece, la poltrona di Ds, si è puntato su Cristiano Giuntoli. Nome che diceva ben poco alcuni mesi fa, fino al “miracoloCarpi. Scopriamo meglio chi è Giuntoli.
Toscano come Maurizio Sarri, ossessionato dal lavoro, si definisce uomo di campo più che di scrivania. Una volta qualcuno lo sentì urlare a telefono: “Qui al campo l’erba è troppo alta. I ragazzi rischiano di farsi male”. La cura dei dettagli, appunto. La maniacalità rispetto anche agli allenamenti dei talenti che lui stesso scopre in giro per l’Europa. E’ il dirigente che ha portato il Carpi in serie A col tetto ingaggi dei giocatori pari un quarto dello stipendio del solo Higuain.
Cristiano Giuntoli ha iniziato la sua vita nel mondo del pallone da giocatore. Era un difensore. La sua carriera, però, l’ha passata tutta nei campionati minori, non andando oltre la serie C2.
Giuntoli divenne Direttore Sportivo per caso, e grazie al vice allenatore dei biancorossi Giandomenico Costi, come lo stesso Giuntoli racconta: “Ci siamo incontrati negli Stati Uniti quando lui allenava nella serie B Usa. In seguito mi propose di venire a Carpi come collaboratore tecnico. Ero a Savona e il mio passaggio sembrava difficile, poi cambiò la proprietà e allora decisi di venire al Carpi”.
Da dirigente ha ottenuto quattro promozioni: prima col Savona dalla D alla C2, poi La Spezia in serie B e le due con il Carpi: “Un bell’andare – racconta – sono stato anche molto fortunato. Diciamo che a Savona e La Spezia ero dietro alle quinte. Qui a Carpi invece… La più difficile in assoluto è stata quella della passata stagione, dal terz’ultimo posto alla promozione”.
La favola del Carpi di Giuntoli era iniziata proprio a Napoli, non lontano dallo Stadio San Paolo. Era il 20 giugno del 2010 e gli emiliani giocavano col Pianura la semifinale play-off di serie D, col vantaggio del risultato di 5-2 dell’andata. Nel piccolo stadio Simpatia del quartiere flegreo, il Pianura s’impose per 8-2 e guadagnò l’accesso in finale. I napoletani, però, non disponendo di uno stadio regolamentare per la C2, non presentarono domanda di ripescaggio e favorirono il Carpi, per la prima volta tra i professionisti con Cristiano Giuntoli.
L’identikit di Giuntoli è di quelli che fa impazzire il presidente azzurro: gestione risorse economiche, scopritore di talenti, mercato oculato, caratterialmente forte, senza peli sulla lingua. “Io prendo ragazzi gratis dai dilettanti, li scelgo grossi e pesanti, oppure piccoli e agili: in un’orchestra servono i tromboni e i violini. Ma, soprattutto, li scelgo affamati”, queste le parole dell’ingegnere (soprannominato così per come ha disegnato le sue squadre). Un esempio su tutti è proprio quello di Jerry Mbakogu, attaccante nigeriano classe ’92, vera rivelazione del campionato di B. Arrivato in prestito dal Padova nel 2013, è stato acquistato a costo zero l’anno dopo in seguito al fallimento del club veneto.
Di lui si dice poco. Di lui si sa poco. La leggenda metropolitana narra di un uomo sempre in giro per i campi minori, attento al calcio dilettantistico. Capace di scovare talenti e assumersi poi la responsabilità di lanciarli nel calcio che conta. I pochi che lo conoscono bene assicurano però che Cristiano Giuntoli è sì malato di calcio e divoratore di partite, ma segue con la stessa attenzione la Champions League e le gare di Eccellenza. Trasversale, decisionista, e anche totalitario nella gestione del suo settore. Guai ad invadere la sua sfera di azione. Preferisce lavorare in totale autonomia, e se questo sia un pregio o un difetto nei rapporti con il suo nuovo presidente, Aurelio De Laurentiis, lo scopriremo presto.

Gianluca Piscopo

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