Goal.com scrive di un iteressamento per Manolo Gabbiadini da parte di un fondo d’investimenti
La galassia dei fondi d’investimento potrebbe investire molto presto anche il nostro mercato. Grandi gruppi imprenditoriali sono pronti ad investire nel mercato italiano per strappare calciatori di primo livello da portare all’estero. Uno dei principali obiettivi di questi fondi è una stella del Napoli: si tratta di Manolo Gabbiadini.
I fondi costituiscono quelli che si chiamano i Third Party Ownership (TPO), ovvero le terze parti rispetto ai club che acquistano una percentuale o tutto il cartellino di un calciatore ma che non hanno ancora pieno riconoscimento giuridico nel nostro ordinamento e per questo non possono operare all’interno dello stesso.
In un contesto europeo, invece c’è una diversa legittimazione e calciatori italiani da esportare sono merce assolutamente interessante. Gabbiadini, sotto-utilizzato finora da Sarri, è stimato molto sia in Germania sia in Inghilterra e c’è già un piano per portarlo via da Napoli.
Un TPO fondato da importanti investitori tedeschi (tra cui una banca ed un’azienda di telecomunicazioni di spessore internazionale) si sta appoggiando ad un gruppo di agenti per allacciare rapporti con il procuratore di Gabbiadini, Silvio Pagliari. Porteranno le attenzioni del Borussia Dortmund in Germania, oltre che di 3 club inglesi di prima fascia nei confronti del suo assistito.
Il fondo ha strutturato anche gli aspetti legati alla vita professionale: pronti ad accogliere Gabbiadiani due multinazionali dell’abbigliamento e dell’alimentazione legate al fondo ed alle formazioni interessate all’attaccante ex doriano. Il fondo vorrebbe concretizzare l’operazione già a gennaio, scontrandosi, inevitabilmente, con la volontà del Napoli di non cedere il calciatore, neppure a cifre importanti, a maggior ragione dopo il gran goal segnato contro il Frosinone.
Il patron De Laurentiis non vuole spegnere gli entusiasmi in città con la cessione di un pezzo pregiato: inoltre, l’addio di Gabbiadini sarebbe letto come un segnale di debolezza sia all’interno della truppa azzurra sia dalle dirette concorrenti per lo Scudetto. Arrivasse, però, a gennaio o a giugno un’offerta vicina ai 30 milioni, anche la fermezza presidenziale potrebbe vacillare.

