Hamsik: “Gioco dove mi chiede Benitez”

HAMSIK BENITEZ 2011Un altro scatto, un altro piccolissimo scatto: per mettersi (teoricamente) al riparo dalle sorprese, per sistemare comunque il sorteggio in un certo modo, per evitare di ritrovarsi con l’ansia addosso, mentre girano le palline nell’urna, un altro allungo per vedere l’Europa League (la propria) dall’alto e starsene almeno un po’ quieti, a posto con la coscienza e con l’aritmetica, rilassati almeno sino a quando poi non si dovrà cominciare e bisognerà giocarsela. «Siamo felici per la qualificazione, ma serve il primo posto». Eh sì, eh già: serve la ricetta che Marek Hamsik diffonde attraverso il proprio sito, in quel dialogo stretto che ha con i propri tifosi e che stavolta abbracciano la sua adolescenza, la sua Bratislava, il suo Slovan e gratitudine eterna che però, per almeno un’ora e mezza, dovrà restare in ghiacciaia. «Bisognerà vincere tra due settimane, per godere di un piccolismo vantaggio. Ma intanto ci gustiamo questo passaggio del turno con una giornata di anticipo e ci ricarichiamo».

OCCHIO. Il «derby» di Marekiaro è già cominciato, prim’ancora di tuffarsi a Marassi – sponda doriana – e di aspettare l’Empoli: 0-0 a Praga, in un freezer che ha congelato qualche idea e che però è servito per rimuovere quella eventuale patina di pathos – nel caso di sconfitta – e per ritrovare qualche certezza (difensiva) in più, per scoprire che nell’emergenza non ci sono vocazioni da mezzapunta da assecondare ma la volontà precisa di sostenere la squadra. «Ho giocato a lungo sulla sinistra, perché è lì che servivo in quel momento. E’ chiaro che io mi senta più a mio agio in posizione più centrale, ma adesso mancano alcuni calciatori importanti, siamo in emergenza e Benitez ha la necessità di avermi sull’esterno: e se lui ha bisogno di Hamsik in quel ruolo, io ci vado tranquillamente».

CITTADINANZA. Praga è la fascinosa serata che consegna comunque ai sedicesimi di Europa League, un’ora e mezza di sofferenza per riuscire a regalarsi ancora una dimensione internazionale di rilievo: «Ma qualificarsi passando da primi sarebbe l’ideale: ecco perché dobbiano batterelo Slovan Bratislava…». Si gioca il giorno undici, ventiquattrore prima della consegna della cittadinanza sportiva ad Hamsik, da parte del Coni di Napoli. Si può, si deve.

 

 

Fonte: Corriere dello Sport

Carmine Gallucci

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360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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