di Mauro Cucco Centodiciassette partite con la maglia del Napoli, praticamente una seconda pelle. Nell’estate del 2005 rinunciò alla Serie A ed anche alla Nazionale per sostenere la risalita della squadra alla azzurra dalla C1. Nel 2012 ha appeso scarpette e guanti al chiodo ed ora fa il preparatore dei portieri e quindi può dilettarsi anche a fare l’opinionista. Gennaro Iezzo ha le idee chiare: “Fossi nel Napoli farei di tutto per trattenere Reina, ma se proprio non dovesse riuscirci allora prenda il mio amico Mirante”. Da uno stabiese all’altro. La redazione di Ultimecalcionapoli lo ha contattato per conoscere la sua opinione sul Napoli ed il suo rebus tra i pali.
Gennaro, tracciamo un bilancio della stagione del Napoli: sei soddisfatto oppure fai parte del partito degli scontenti?
“E’ una stagione positiva perché alla fine con una Juve che ha viaggiato ad un ritmo da record sarebbe stato difficile giocarsela fino in fondo per qualcosa di importante. Alla fine la squadra di Benìtez è riuscita a portare a casa un trofeo e questo è importante. Resta un po’ il rammarico per non aver fatto qualcosa in più per togliere alla Roma il secondo posto ma a campionato concluso penso che i giallorossi abbiano meritato la seconda piazza così come il Napoli ha meritato di chiudere al terzo posto”.
In un ipotetico podio di giocatori che più ti hanno impressionato, chi metteresti?
“Su tutti mi ha stupito Mertens, perché nessuno all’inizio del campionato si aspettava che questo giocatore riuscisse a fare così tanto bene, con tutto il rispetto per tutti gli altri acquisti che il Napoliha fatto l’estate scorsa. Poi c’è Callejon che a differenza di Mertens veniva da un club più blasonato come il Real Madrid ma ha comunque stupito tutti, soprattutto in termini di gol. Io però sul podio ci metto Reina perché secondo me il vero leader dello spogliatoio azzurro è stato proprio il portiere spagnolo”.
In cosa ti ha stupito Reina?
“Pepe aveva ed ha alle spalle tantissima esperienza internazionale. E’ un portiere che ha giocato campionati e coppe europee ad alti livelli. Mi ha impressionato soprattutto per il modo con cui s’è calato nell’esperienza napoletana, per la sua personalità e per il modo con il quale ha spesso caricato i suoi compagni”.
Facciamo un gioco: se fossi il Ds del Napoli, avendo le situazioni Reina (che non è tuo), Rafael (che torna da un infortunio), Colombo (in scadenza), Andujar e Sepe in prestito, tu cosa faresti?
“Certamente, trattenere Reina sarebbe la cosa più importante. Se una squadra vuole puntare a traguardi importanti deve provare a tutti i costi a mantenerlo. Non è semplice, in porta è un vero è proprio rebus perché c’è da verificare come starà Rafael una volta rientrato dall’infortunio. In quelle poche volte che ha giocato il brasiliano ha mostrato tutte le sue qualità ma quando con questo tipo di infortuni bisogna andarci sempre con i piedi di piombo. Andujar è un portiere d’esperienza mentre Luigi Sepe, che conosco bene, sarebbe sprecato nel ruolo di terzo portiere. Piuttosto lo manderei ancora in prestito in una squadra di Serie A per farlo valorizzare. Per me ha tutte le qualità per fare bene da titolare anche in massima serie”.
Dunque faresti di tutto per riscattare Reina e confermeresti la coppia con Rafael. Ma se proprio non ci riuscissi?
“Allora punterei tutto su Antonio Mirante che è un amico ed è stabiese come me. Gioca da tanti anni a grandi livelli in Serie A. Secondo me, ormai, è pronto per fare il grande salto. Avrebbe la giusta esperienza per difendere i pali del Napoli. E lo dico non per carineria, ma perché le prestazioni parlano per lui”.
Fonte:UltimeCalcioNapoli.

