Il graffio di Corbo: “Si rialza il sipario, promette tanta luce”

 
 
corbo
   

L’editorialista di Repubblica Antonio Corbo, nella sua rubrica “Il graffio”, elogia Ancelotti, Milik e Meret.

Secondo Corbo ci sono tutte le premesse per una grande ripartenza, con continuità, del Napoli.

“Quarantasette anni in due. Il Napoli ritrova il suo futuro con i giovani Alex Meret e Arkadiusz Milik. Il nuovo corso di questo club, che solo pochi giorni fa sembrava svilito e sbandato, ha l’età, i nomi e i cognomi di due giocatori di seconda fila. Due attori non protagonisti. Ma decidono loro. Il portiere respinge tre volte nel giro di dieci secondi, disinnesca tre tiri corti e micidiali. La partita può finire al minuto 18. Prosegue sotto ritmo finché non s’impone un Milik imprevisto: segna e raddoppia come non sapeva più fare. Trova l’attimo e la forza per due colpi di prima, da vero bomber –  incide Corbo.

Condizionato dagli infortuni, Milik non si lanciava più con l’impeto di chi per un gol rischia tutto. Fantastico quello segnato con la Polonia alla Macedonia. Ed ora sono un modello di intuito e istinto, di tempismo e coraggio le due reti che stendono il Verona. Questi i personaggi e i motivi di una vittoria immensa per risalire la corrente. Il resto è teatro popolare. Spettacolo futile e già bocciato. Ecco, quanto ha inciso l’irruenza dell’intervista di De Laurentiis per rimuovere il Napoli dal guado di troppi pareggi senza gol? Nulla, è una storia finita. Dopo aver visto la Juve, non c’è niente di peggio che smarrirsi in polemiche e livori che questa vittoria finalmente dissolve. Dopo le sberle del presidente, la prima ad Insigne le altre a Mertens e Callejon, ci si è messo Ancelotti. Con fermezza e garbo ha ribadito i doveri dei calciatori sotto accusa, li ha portati oltre l’intervista-choc, recuperando la squadra alla serenità. Segue poi Insigne. Dopo gli indugi in un ruolo non proprio suo, rifinitore in un 3-4-1-2, si sposta a sinistra ritrovando personalità, ingegno e buonumore. Si esibisce persino in un possesso palla danzato tra cinque avversari. Il pubblico lo applaude. Più che la trama di una folcloristica commedia popolare che sulle tavole dell’Apollo era la Sceneggiata, il tifoso avrà apprezzato come tutti siano rientrati nella più corretta civiltà di contegno. Dirompente è stato l’ultimatum del presidente, pregevole si rivela la gestione di Ancelotti per spegnere le fiammate e rimettere al centro l’interesse comune: il Napoli e le vittorie. Si vede così Mertens che corre ad abbracciare Milik dopo il primo gol, quel Milik che gli ha appena soffiato il posto. Non è finita, Ancelotti dovrà ora garantire allenamenti intensi e continuità. Il primo tempo sottoritmo rimane un cattivo segnale, il Verona che arriva primo sulle seconde palle lo stesso, Allan in palese confusione, lo stesso Koulibaly incerto. Qualcosa ancor non va. Ma Meret e Milik protagonisti, Insigne placato nei suoi tumulti, Di Lorenzo gigantesco anche a sinistra e al centro, la coppia dai capelli color argento Malcuit e Callejon che sulla destra funziona bene anche come spot ad uno shampoo: c’è tanto per credere nella svolta. Si rialza il sipario – chiude Corbo. Promette nuove scene e tanta luce.”

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Mario Scala

About Mario Scala

Sono nato a San Giorgio a Cremano(NA) il 19/11/1983. Ho frequentato l'ITIS Alessandro Volta e nel 2002 diventato perito informatico. Nel 2006 ho conseguito la laurea breve in "Scienze organizzative e gestionali ad indirizzo marittimo e navale". Risiedo attualmente in provincia di Massa Carrara. Fino a che avrò 36°C in corpo FORZA NAPOLI.

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