L’edizione odierna de Il Mattino scrive sul possibile addio di Mertens
“I gol non si contano soltanto, si pesano pure. Anzi, soprattutto. E allora se 21 gol in 46 gare ufficiali possono tranquillamente essere un bottino rassicurante per un attaccante di medio livello, il voto alla stagione di Dries Mertens è invece all’improvviso negativo. Già, sopravvissuto alla vita da gregario alle spalle di Insigne, esploso per intuizione sarriana nell’ottobre del 2016, da due mesi a questa parte si è eclissato. Sparito. Il suo contributo nelle ultime nove partite è stato di un solo gol. Quello alla Roma. Nove partite in cui il Napoli ha ottenuto 15 punti su 27. Non segna da 60 giorni esatti. Una era geologica per un attaccante. Ovvio, non è il capro espiatorio, non può esserlo, ma è chiaro che da quando era l’oro di Napoli è divenuto metallo assai meno prezioso.
Che fine ha fatto Mertens, il folletto che amava svariare, offrire la sponda e che a ridosso della porta diveniva spesso micidiale? Corre poco, è meno lucido, non ha lo scatto bruciante di una volta. Lo si capisce dai movimenti (sbagliati) che fa quando arriva in area, dove fa quasi sempre la cosa meno giusta. Peccato. 21 gol. Non sono pochi, ma qui non vale soltanto il numero: i gol di Mertens non solo si contano ma si pesano perché anche quest’anno sono stati colpi decisivi negli snodi più delicati del percorso del Napoli”.

