Atalanta-Napoli a rischio sospensione:
Dalle parole di Gasperini a quelle di Allegri, precedute dal velo di ironia di Giampaolo a termine di Samp-Napoli. Il tutto condito dalle scritte apprse sabato scorso al Rione Sanità. L’edizione odierna del quotidiano Campano sottolinea la cattiva piega che sta prendendo il calcio italiano che stasera potrebbe vivere un crocevia:
“Nessuna società, nessun presidente, ha mai avuto il coraggio di dire no, noi non ci stiamo, quel linguaggio e quella bassezza non ci appartengono, quella gente non è la nostra gente. Anche Massimiliano Allegri, che ha giustamente invocato la galera per gli autori delle scritte vergognose sull’Heysel e contro il grande Gaetano Scirea apparse all’esterno dello stadio Franchi di Firenze, è lo stesso che dopo un’oretta ripetuta di cori offensivi della curva juventina contro Napoli e i napoletani rispose in conferenza: «Io non ho sentito nulla». Marco Giampaolo, che pareva in pole per il dopo Sarri, al termine di Sampdoria-Napoli, l’unica gara della nostra serie A interrotta per cori di discriminazione territoriale, candidamente ammise: «Non è razzismo, sono solo sfottò». Beato lui che vi trovava qualcosa per cui ridere.
A Napoli, gli striscioni apparsi alla Sanità contro la Juve, quelle scritte disonorevoli, sono già finite nel mirino della Digos e degli uomini della questura di Napoli, diretti da Antonio De Jesu. Anche lì, ma che razza di ironia ci può essere nello scrivere: «Non ho ucciso mia moglie perché mi tradiva ma perché era juventina?». L’indicazione della Figc dice di interrompere la gara per quelli più pesanti tipo «Vesuvio lavali con il fuoco». Dunque, attenzione massima da parte sia del direttore di gara che dei suoi assistenti. Perché è chiaro che dopo le parole di Carlo Ancelotti, nulla può passare sotto traccia. È il momento per l’Italia del calcio di usare la clava contro ogni sospiro di razzismo e dintorni, riuscendo di fatto a far recepire le norme più dure”.

