Finalmente. Sebbene con tanta fatica gli azzurri riescono nell’impresa di “strappare” sei punti ad una retrocessa in B. Spiace dover utilizzare il sarcasmo ma dove il Napoli non era riuscito ad incassare l’intera posta in palio contro Cagliari e Parma (solo 4 punti conquistati), la squadra di Benitez con le unghie vince anche la gara di ritorno col Cesena e allunga l’agonia di una corsa Champions che, in queste condizioni, appare un po’ improbabile. La gara è lo specchio della stagione, con la formazione partenopea lenta e svogliata che per ben due volte è costretta a svegliarsi dal letargo più per una questione d’onore piuttosto che per incamerare altri tre punti e sperare di poter battere la Juventus a Torino. In realtà ieri sera i bianconeri di Romagna, come il Parma già condannati alla serie cadetta, hanno creato non poche difficoltà disputando una gara perfetta con Di Carlo che ha centrato quasi tutte le mosse anche se cade nella tentazione di togliere anzitempo Tabanelli, una mossa avventata che espone troppo il fianco agli azzurri che se ne approfittano segnando e gestendo fino al 90’ la partita.
TOP– Come a Kiev, la squadra appare lenta e senza particolari idee anche perché Higuaìn è seduto accanto a Fabio Pecchia. Le giocate dei padroni di casa, dopo la miriade di passaggi sterili, attendono come sempre la scintilla da parte di uno dei quattro in avanti. Ci provano abbastanza sia Callejon che capitan Hamsik, ma chi, ancora una volta, dimostra di avere gambe e cuore è Dries Mertens. Lo si vede subito che, come contro il Dnipro, è in serata e dopo già soli cinque minuti si mette in mostra facendosi falciare da Volta. Il folletto belga è uno dei pochi a creare davvero qualcosa, o almeno a provarci. Addirittura chiude il primo tempo con un gol ed un assist vincente per Gabbiadini. Ma la ciliegina sulla torta arriva nella ripresa dove mostra tutto il suo cuore quando da rapace d’area va a prendersi il pallone per il 3-2. Pecchia lo sostituisce al novantesimo per la standing ovation.
FLOP – Gli azzurri continuano la corsa Champions, anche se alla luce della condizione fisica delle ultime uscite si dovrebbe parlare di camminata. Sono molti fra i partenopei che non sono in condizione e lo si vede. In particolare nelle azioni in cui il Cesena riesce ad arrivare dalle parti di Andujar e bucandolo inesorabilmente per ben due volte. I romagnoli sulle fasce fanno il bello e il cattivo tempo ma poi è per le vie che tagliano come burro la difesa napoletana. Lento ed impacciato, più volte Kalidou Koulibaly prova a giocare d’anticipo sugli attaccanti bianconeri ma solo una volta riesce a sradicare la palla dai piedi del veloce Carbonero. Per il resto appare molto disorientato e spesso finisce per andare fuori posizione ed aiutato da Albiol che arriva sempre in suo aiuto. Nel finale anche la certezza che contro la Juventus non ci sarà per un’ammonizione totalmente gratuita e rimediata in una zona del campo che non ne giustifica nemmeno lo sciocco fallo.
Massimo Avino
