No, no e ancora no. Nemmeno in questa trasferta, la terza consecutiva, riesce al Napoli l’impresa di disputare una gara in linea con il giusto approccio ed intensità. Se nelle Coppe, quella nazionale o europea, gli azzurri scendono in campo con la mentalità vincente e riescono a ribaltare anche situazioni di svantaggio, in campionato avviene una terribile metamorfosi e, puntualmente, ne scaturiscono prestazioni da cirrosi epatica per i tifosi. Si resta increduli ma a Palermo, a Torino e a Verona il fattore comune è un encefalogramma piatto, come il gioco, la tattica e la grinta degli undici che scendono in campo. Al termine del girone d’andata si chiedeva un’inversione di tendenza che consentisse agli azzurri di non commettere passi falsi in casa ma, purtroppo l’inversione è stata un ribaltamento eccessivo tant’è che adesso, lontano dal San Paolo, non arrivano nemmeno più un punticino striminzito.
TOP – Male, molto male gli azzurri scelti da Rafa Benitez nella delicata gara contro gli scaligeri. Primo quarto d’ora da incubo, poi una lenta risalita ma senza mai mettere in seria difficoltà i padroni di casa gialloblù. In pochi, troppo pochi, si salvano dal disastro al Bentegodi. Si potrebbe salvare la gara di Mertens che a tratti offre qualche spunto; una nota positiva anche da Gabbiadini che ha un impatto dirompente, anche se tardivo, sul match ed un palo che grida ancora vendetta. Ma uno dei pochi a salvarsi in questo oceano di mediocrità è Gokhan Inler perché ha il merito di lottare strenuamente contro i centrocampisti avversari e tenta tappare le tante ripartenze del Verona spesso determinate da grossolani errori proprio dei suoi compagni; anche in avanti è l’unico che si butta dentro con caparbietà e, senza fortuna, prova la conclusione da fuori area.
FLOP – Ancora una volta saltano i piani di Benitez in particolare
per l’incapacità de i tre di centrocampo a fare filtro e dare profondità alla manovra. Balbettante la prova di Hamsik, suicida quella di David Lopez dal cui errore nasce, nella fase più importante della partita, il contropiede che porterà Luca Toni a realizzare il raddoppio. Ancora una volta pesa oltremodo la prestazione evanescente e inconcludente di Jonathan De Guzman, impiegato fuori ruolo sulla fascia destra e, peggio ancora si incaponisce a rientrare verso il centro del campo ma sbagliando il 90% dei passaggi. Non riesce mai a dialogare con i compagni e non incide in fase passiva: è l’emblema di questa partita, su cui però incide anche un arbitraggio provinciale dell’arbitro Banti e le scelte troppo fondamentaliste di Benitez che non riesce, nemmeno questa volta, a comprendere la differenza fra una gara di Europa League e una di Serie A.
Massimo Avino

