Se è stato un sogno, vi prego, non svegliatemi. Come in un vortice di speranze, di emozioni, di ricordi la gara del Volkswagen Arena ci restituisce cose smarrite da tempo. Innanzitutto l’orgoglio di essere il Napoli, specie per chi è emigrato in terra straniera e ha la possibilità di identificare i sacrifici e il riscatto del quotidiano in una squadra che senza timore fa di un sol boccone del temibile Wolfsburg. Eppure i lupi di Germania erano loro, ma gli azzurri mettono la maschera del leone e li schiantano senza lasciare alibi o dubbi sul campo. Certo l’avambraccio di Higuaìn potrebbe sembrare galeotto ma non è stato l’episodio determinante. E’ stato il primo di una serie di colpi inferti al fianco dei padroni di casa con una precisione chirurgica e che non nascono dall’approssimazione ma da una costruzione di gioco composta innanzitutto da una ritrovata rigidità difensiva, una razionalità sulla mediana, una spinta costante sulle fasce. Poi in avanti Hamsik e Higuaìn si spostano come se fosse il naturale movimento planetario dell’universo, si attraggono, si respingono, si sovrappongono e mandano in crisi la retroguardia dei lupi verdi. Per gli azzurri è la prima, storica, vittoria in quella Germania che è campione del Mondo e per il Pipita la sera di ieri è il miglior modo di vendicare quella finale persa contro i tedeschi la scorsa estate in Brasile.
TOP – Davvero non è semplice, dopo aver assistito ad un incontro del genere, trovare elementi di particolare eccellenza. Tutta la formazione di Rafa Benitez rende al massimo come se avesse recepito alla lettera le parole della vigilia di Andreas Schurrle che definiva questa gara come una finale anticipata. Proprio l’esterno campione del mondo era l’arma in più per Hecking ma i suoi tentativi sono stai del tutto velleitari contro un Christian Maggio d’altri tempi che lo costringe nella ripresa a cambiar fascia: il clou è stato al 23’ con la costrizione della seconda rete iniziata con un doppio tacco del laterale vicentino che annichilisce Schurrle e dato il via all’assist di Gonzalo Higuaìn per Marek Hamsik. Tre giocatori che, nell’economia dell’intero match, fanno compiere il salto di qualità agli azzurri con il Capitano, grazie alla sua doppietta, merita il titolo di “Top player” della serata. Ma tutti gli altri vanno menzionati perché ognuno dei quattordici scesi in campo riescono comunque a dare in maniera determinante il proprio contributo, come Andujar, Britos, Callejon, Inler, Insigne e Gabbiadini.
FLOP – Nella gara perfetta e stravinta per 4 a 1 in trasferta è quasi blasfemia
individuare un flop. Qualche sbavatura di tanto in tanto compare. Ovvio che Benitez nello spegnere le candeline non poteva esprimere troppi desideri in uno. Quindi non storciamo il naso dinanzi all’eccessivo nervosismo di Mertens che rischia grosso non essendo proprio in giornata di grazia come contro la Fiorentina. David Lopez non si erge di molto sopra la sufficienza ma è merito sui se nessuno di noi ricorda qualche pericolo dai piedi di Luis Gustavo. Anche Ghoulam offre il suo contributo alla causa avendo vita facile con Caligiuri mentre qualche limite lo evidenzia nel confronto con Schurrle che va a sinistra per non incrociare più Maggio. Anche Britos, un autentica muraglia, commette una minima ed impercettibile leggerezza nel finale che regala il gol della bandiera a Bendtner. Ma nessuno merita in una serata del genere di essere un “Flop” e quindi assolviamo tutti a pieni voti.
Massimo Avino
Il migliore ed il peggiore azzurro in Wolfsburg-Napoli

