Pubblicato il: 15 Dicembre 2014 alle 8:17 am

Il migliore ed il peggiore azzurro in Milan – Napoli

Il Napoli anticipa di dieci giorni il Santo Natale e lo festeggia regalando tre punti al Milan; scende in campo con undici statuine del tradizionale presepe che, immobili, si lasciano schiacciare da un avversario tutt’altro che irresistibile. Agli azzurri manca tutto: compattezza, agonismo, posizione in campo. A Pippo Inzaghi non par vero allontanare mesi di crisi muovendo un po’ di pedine fra le linee di Benitez e creando superiorità numerica; solo nel finale, con una diversa disposizione tattica dei partenopei, sono sembrati tornare, anche se con colpevole ritardo, i reali valori in campo determinando una dura sconfitta con cui si interrompe la striscia positiva dei risultati consecutivi.

GHOULAM555TOP – Non appena entra in campo, Duvan Zapata riesce a rimodulare sia il settore d’attacco ma anche tutto l’equilibrio fra i reparti del Napoli. Lo stesso Higuaìn, abbandonato il nervosismo della prima parte di gara, torna ad essere, di colpo, il calciatore pericoloso che conosciamo. Ma se per Zapata, i meriti sono di gran lunga tattici, nel buio tetro della notte di Milano, da premiare è Faouzi Ghoulam, l’unico protagonista per gli interi 90 minuti sul prato di San Siro, artefice di una gara disputata con lucidità, grinta e le solite incursioni sulla fascia mancina che però non trovano fortuna per il già citato squilibrio con cui gli azzurri sono disposti sul terreno di gioco. Certo, Honda e Poli non incutono alcun timore al nazionale algerino, ma dinanzi ad una prestazione imbarazzante dei suoi compagni, è sembrato oro massiccio.

JORGINHO48FLOP – Premesso che la disposizione in campo e gli attori demotivati sono demerito innanzitutto del regista che siede in panchina, resta il fatto che una squadra collaudata in più occasioni, possa perdere all’improvviso la lucidità nel mantenere le distanze, intimorirsi di un avversario ampiamente alla portata, e trascorrere 60 minuti vagando sul terreno di gioco. Non è semplice, in questo abisso di mediocrità, individuare chi sia stato il flop della serata. Certamente, dopo che per settimane si era buttata la croce su Hamsik, De Guzman, chiamato a sostituirlo, non ha brillato ne dato la scossa che si attendeva. In un festival degli orrori con tanti protagonisti in negativo, chi non è riuscito in alcun modo a dipanare la matassa del gioco e si è visto puntualmente saltare dagli avversari è stato Jorginho la cui gara incolore è stato l’emblema della serata: lui dovrebbe essere il direttore di un’orchestra e dare equilibrio alla squadra. Invece, nonostante il baricentro troppo basso, il filtro di centrocampo non ha arginato la manovra rossonera che è stata una lama nel burro fino a quando Benitez non si è convinto di sostituirlo con Hamsik.

Massimo Avino

Massimo Avino

"La prossima volta voglio nascere a Napoli ed essere napoletano a tutti gli effetti" (Lucio Dalla)

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