Finalmente. Tanti, troppi giorni lontani dal campo, da quella brutta serata a Firenze. Ed oggi una nuova sensazione, una vita che cambia e un cielo che appare più sereno. Via quella malinconia di sentirsi mentalmente nel gruppo, e però, poi, costretto ad allenarsi anche solo. In compagnia di sterili sagome e paletti piantati a terra da dribblare. Tu e il preparatore atletico: per mesi l’unico che ti passa il pallone. Il momento più atteso, 117 giorni dopo quel maledetto crac al ginocchio. L’ultimo referto, quello del campo, è arrivato. Insigne è tornato. Si è allenato completamente coi compagni. Ha fatto tutto. Ha spinto, forzato, calciato e preso anche botte. Sì, prese. Senza timori né paura. Anzi. L’ha quasi cercato il contatto. S’è messo alla prova, ha testato la reazione del ginocchio, ne ha sollecitato i movimenti più naturali. Torsioni, sterzate, scatti e capitomboli. Il calcio di sempre, l’Insigne di sempre. Quel che era e adesso è. «Sembra non si sia mai fatto male, il ginocchio è perfetto».
Dal lettino di Villa Stuart ai corridoi di Castelvolturno. La tribuna da spettatore. A bordo campo ad abbracciare Hamsik. Ieri completamente a disposizione di Benitez per la prima volta. E presto convocazione e panchina. Il campo si avvicina. Sarà molto probabilmente il prossimo 4 aprile come lo stesso Lorenzo il Magnifico ha confidato agli amici “Voglio la Roma, voglio il secondo posto” Adesso che la data è segnata sul calendario, quel giorno, all’Olimpico, potrebbe esserci la certificazione di un ritorno totale, in tutti i sensi. Al di là di qualche minuto che potrebbe giocare già prima. Roma-Napoli la ripartenza ideale. La storia perfetta.
Massimo Avino
fonte: corsport

