Lorenzo Insigne oggi a Sky è stato testimonial del progetto “Quasi amici” ideato e portato avanti dal pastificio Garofalo, sponsor del Napoli. Il progetto prevede che ad ogni partita interna della formazione di Benitez tre ragazzi di 15 anni tifosi di Hamsik e compagni ospiteranno tre tifosi della squadra avversaria (si inizia domenica con la Juventus) per due giorni. Sarò un modo per conoscersi meglio, per capirsi, per scoprireche al di là della differenza di tifo, si condividono passioni, idee e tante altre cose. Il racconto di queste 48 ore trascorse insieme da questi sei ragazzi sarà filmato e poi illustrato senza retorica, ma in modo divertente e televisivo. “Io Napoli la vivo in maniera diversa rispetto agli altri calciatori – ha ammesso Insigne – perché sono napoletano: vivo la città, parlo con la gente e spero che questa iniziativa di pasta Garofalo porti allo stadio tanti amici. Non deve esserci più violenza allo stadio: ci possono essere dei cori contro, ma prima o dopo il termine del match non ci deve essere violenza. Al San Paolo andavo sempre con gli amici, fin da piccolo, e per me è stata sempre un’emozione speciale entrare lì. Ho sempre sognato di giocare al San Paolo con questa maglia, fin da bambino, fin da quando sono andato a vedere la prima partita di Coppa Italia con amici più grandi di me”.
HIGUAIN, BENITEZ E DEL PIERO – Insigne è andato avanti parlando del Napoli a 360 gradi: “Quando arrivano risultati non positivi ci sta di buttarsi un po’ giù, ma dopo la finale vinta contro la Juventus è cambiato qualcosa e speriamo di continuare così. Nelle partite precedenti a quella a Doha la gente non veniva più allo stadio, ma adesso speriamo che i tifosi tornino allo stadio perché i tifosi sono fondamentali per noi. Nel 2015 siamo partiti bene e abbiamo vinto con facilità a Cesena. Contro una grande squadra con la Juventus dobbiamo dimostrare che possiamo puntare in alto, allo scudetto. Contro le big del campionato abbiamo sempre fatto bene e dobbiamo confermarci. Il gioco di Benitez impone grande sacrificio per gli esterni e all’inizio non riuscivo ad adattarmi bene perché il mister vuole che i primi difensori siano gli attaccanti. Ho avuto la sfortuna di farmi male quando stavo facendo molto bene. Gli infortuni ci stanno e adesso vado avanti. Sto migliorando giorno dopo giorno, sto facendo la riabilitazione e voglio stare tranquillo: quando tornerò in campo, spero di essere pronto e non voglio uscire più. Quanto? Da fine febbraio a fine marzo. Vedremo… Voglio stare bene. La lite Osvaldo-Icardi? Capita nello spogliatoio di discutere, ma una reazione così… Il mio idolo? Del Piero. Per me è sempre stato un esempio, in campo e fuori. Gli ho parlato anche al telefono alla prima convocazione in azzurro grazie al team manager, poi lui mi ha chiamato per farmi l’in bocca al lupo dopo l’infortunio e io gli ho fatto gli auguri di buon Natale. Spero di incontrarlo presto perché non ho mai avuto questa opportunità. Pino Daniele? E’ stato un grande artista e dispiace sempre una perdita del genere. Ai napoletani e ai non napoletani. Se “Napul è” diventasse l’inno della squadra, ma la decisione non spetta a me. Higuain? Non voglio togliere niente a Zapata che ha sempre fatto bene, ma Higuain è un grande attaccante e ci ha dato qualcosa in più. Ha giocato 7 anni nel Real Madrid e ha mostrato qualità che in Italia in pochi hanno. Tiene alla squadra, è un bravissimo ragazzo e nello spogliatoio ha portato qualità ed esperienza. Benitez? E’ tranquillo, ma si arrabbia anche lui se in partita non facciamo quello che abbiamo preparato. Ci manda in campo senza fare scenate negli spogliatoio e ci trasmette tranquillità“.
Fonte: Corriere dello Sport

