Juve-Napoli, la provocazione di Corbo lanciata dalle pagine web del quotidiano Repubblica, in merito alla sfida di sabato sera all’Allianz Stadium.
Juve-Napoli, la provocazione di Corbo lanciata dalle pagine web del quotidiano Repubblica, in merito alla sfida di sabato sera all’Allianz Stadium.
“Arrivano da mercati diversi, ma in Juve e Napoli è cambiato poco. Deludente anteprima della sfida di sabato prossimo a Torino. Stessi difetti e quasi gli stessi giocatori: i campioni che hanno comprato forse troppo presentano di nuovo solo il vecchio Higuain tornato dall’inutile viaggio tra Milan e Chelsea.
Nel Napoli che forse ha acquistato poco solo due novità, Manolas e Di Lorenzo. La Juve in attesa di Sarri gioca come nei cinque anni di Allegri, il Napoli con gli stessi chiaroscuri: micidiale se funzionano i tre scattisti, i brevilinei Insigne, Mertens e Callejon che affondano come iene sui terreni asciutti di agosto; remissivo a centrocampo; disperato negli spazi difensivi esterni se sono messi alle corde Di Lorenzo e Mario Rui, come a Firenze han fatto Chiesa e Sottil.
La vittoria conferma la qualità del congegno offensivo. Ma copre anche le incertezze di mercato. Ancelotti lo definisce da 10, Firenze riconosce una straordinaria potenzialità per puntare allo scudetto, ma corregge voto e giudizio. Sono almeno tre le viste.
1) Manca un mediano che giocando in linee orizzontali faccia da schermo davanti alla difesa e vada a coprire i vuoti lasciati da chi si sposta in avanti, come bene riesce a Mario Rui che crea le premesse per il primo gol di Mertens. Mario Rui subisce però oltre misura gli assalti del giovane Sottil, se è quello di sabato sera la Fiorentina ha trovato un perfetto modello di giocatore parallelo a Chiesa sull’altro lato.
2) A destra per la mancata cessione di Hysaj, il Napoli ne conta tre. Titolare è Di Lorenzo, in costante difficoltà contro Chiesa. Migliora quando avanza nella zona di Callejon, ma nell’uno contro uno in difesa balbetta. Non è diverso Malcuit.
3) A sinistra se ha giocato Mario Rui, uno dei primi nella lista dei cedibili, vuol dire che Ghoulam non è ancora al massimo.
Questo quadro è lo stesso di qualche mese fa quando si segnalavano i settori da potenziare. Ci sono cinque giocatori per due posti. Si può adattare un sesto Maksimovic nelle gare più scabrose. Ma nulla è cambiato. Chissà se l’abilità di Giuntoli, costretto anche agli straordinari per rifare il Bari, non crei l’opportunità per qualche scambio. Fino al 2 settembre c’è tempo.
A confortare il Napoli, la certezza di un ritorno alla migliore condizione per Koulibaly e Allan impegnati con le rispettive nazionali in Africa e Sudamerica. Non è mai troppo presto per chiedere alla Fifa e in Italia qualche correttivo nelle date. Il mercato dovrebbe chiudersi all’inizio del campionato, così come va fissato un termine per le competizioni internazionali. Se ai giocatori spettano almeno 30 giorni di riposo, è corretto evitare che ovunque si giochi oltre il 10 luglio. È una idea di Aurelio De Laurentiis ma il fascino del mercato e delle vacanze in barca gli fanno rinviare questa crociata, condivisa da tutti i grandi club.
Con il mercato aperto, la serie A è disturbata da cessioni scritte nell’aria. Neymar potrebbe lasciare Parigi, la Juve confida di vendere al Psg subito dopo il grande escluso Dybala come non vuole ammettere Paratici, i soldi dei francesi sarebbero magari girati all’Inter per Icardi. Un giro che può influire sulla lotta per il prossimo scudetto. Il Napoli si limita ad osservare, sapendo che è quasi impossibile afferrare Icardi.
Non vi sarebbe neanche il tempo per stipulare i voluminosi contratti e allestire un adeguato piano di marketing. Allo scudetto il Napoli sarà più vicino se almeno indovina gli acquisti per mettere in sicurezza la difesa e dare un ricambio all’attacco. C’è invece da giurare sulla forma di Koulibaly e Allan. Basterà sentire in questi giorni il nome Juve per reagire come due serpenti a sonagli.
PS Si continua a discutere su Fiorentina-Napoli. Il capo degli arbitri Nicchi ha accusato l’arbitro Massa e il Var , il romano Valeri. Non si ricorda la stessa fermezza dopo errori in favore di altre squadre. L’auspicio è che sabato sera decida sempre la Var”.
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