La Fiesole si commuove per le giovani vittime del Flamengo, ma un minuto dopo canta “Vesuvio lavali col fuoco”!

   
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Fiorentina-Napoli è stata la partita delle occasioni sprecate. Tante, forse troppe, da parte azzurra.

Una vittoria a Firenze avrebbe potuto tenere aperta ancora qualche porticina per il sogno scudetto, ma così non è stato. Il pareggio è un buon risultato vista la Fiorentina degli ultimi tempi, ma al Napoli serve davvero a poco.

Quattro occasioni limpidissime a favore degli azzurri che per via di imprecisione e sfortuna non hanno regalato la gioia della vittoria.

Firenze per l’ennesima volta si è dimostrato un campo sfortunato per i nostri colori. Qualche anno fa Insigne ci lasciò un crociato e l’anno scorso ci lasciammo il sogno scudetto.

Lo spettacolo di ieri sera al Franchi alla fine è stato gradevole andando ad analizzare la partita e le occasioni offerte. Ciò che è stato pessimo, come al solito, è stato il pubblico della Fiesole. Da prima della partita fino a metà del secondo tempo i “curvaioli” viola non hanno fatto altro che incitare il Vesuvio e urlare il proprio odio verso Napoli e i napoletani. A proposito, questa volta non è stato risparmiato nemmeno San Gennaro.

Qualcuno consiglia di passarci sopra a questa vicenda dei cori, come se l’odio e l’intolleranza fossero cose delle quali non preoccuparsi al giorno d’oggi. Allora, è lecito chiedersi: perchè quegli stessi tifosi della Fiesole hanno osservato il minuto di silenzio e applaudito le vittime del centro sportivo del Flamengo? Alla fine quelle povere anime (che Dio le abbia in gloria) sono state “lavate col fuoco”, quello che da anni augurano ai napoletani in quasi tutti gli stadi del regno italico.

Perchè si ostenta una sensibilità che nei fatti non esiste? Perchè si vuole far passare per sfottò ciò che nella realtà è solo odio e discriminazione? E se un domani, malauguratamente, i napoletani dovessero davvero essere “lavati col fuoco del Vesuvio” negli stadi italiani osserveranno il minuto di silenzio? Speriamo di non ricevere mai una risposta a quest’ultima domanda.

Tornando al calcio giocato e, in particolare al Napoli, la situazione a questo punto si fa davvero ingarbugliata relativamente agli obiettivi fissati a inizio stagione.

Fuori dalla Champions, dalla Coppa Italia e dalla lotta scudetto, la speranza è quella di mantenere saldo il secondo posto in campionato e di ben figurare in Europa League, competizione tutt’altro che facile.

Il Napoli al termine di questa stagione, e indipendentemente dall’esito, dovrà fare delle valutazioni importanti. Ancelotti, in questo primo anno della sua gestione, avrà voluto provare il materiale a disposizione per poi fare una scrematura. Da come si stanno mettendo le cose alcuni giocatori considerati “simbolo” di questa squadra saranno destinati a una cessione all’estero. Ormai hanno dato tutto alla causa azzurra e, senza troppi sentimentalismi, è giusto che vadano altrove facendo incamerare alla società anche somme importanti. Qualche altra cessione sarà dolorosa (vedi Allan o Koulibaly), ma necessaria per poter investire su calciatori di primo livello e dare il via al processo di rifondazione. Quelli che resteranno rappresenteranno la colonna portante sulla quale costruire il Napoli del futuro.

Insomma, comunque vadano a finire le cose una rivoluzione alla fine di questa stagione sarà inevitabile. Una rivoluzione che non dovrà essere intesa come un fallimento, ma come ricambio fisiologico dei calciatori e che appartiene a tutti i grandi club.

Cambiare è necessario per poter ripartire.

Dario Catapano

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