La nuova missione di Insigne

Insigne
   

Da quando Maurizio Sarri ha lasciato la panchina del Napoli, in tanti hanno iniziato a sottolineare come il gioco della squadra azzurra fosse cambiato, facendo largo a un calcio meno avvincente e forse più concreto sotto i dettami di un vincente come Carlo Ancelotti. Il tecnico emiliano, chiamato dal presidente Aurelio De Laurentiis per dare alla squadra quella mentalità vincente che ancora non è stata acquisita, ha però fatto tesoro di quanto lasciato dal suo predecessore per indirizzare al meglio la stagione degli azzurri. Per ora, i risultati gli stanno dando ragione. A parte il passo falso con la Stella Rossa di Belgrado in Champions League e le due sconfitte in campionato con Juventus e Sampdoria, il Napoli ha dimostrato solvenza ed efficacia in questo inizio di stagione, mettendosi anche addosso una medaglia importante come quella della vittoria contro il Liverpool, che tiene vivi gli azzurri nel loro gruppo Champions. Il trade union tra la gestione di Sarri e quella di Ancelotti è però tutto napoletano, e si chiama Lorenzo Insigne. Il fantasista di Frattamaggiore è il miglior marcatore del Napoli attuale e, nonostante il cambio di ruolo, sembra aver ormai raggiunto la maturità giusta per essere il trascinatore degli azzurri in questa nuova avventura.

Con la Juventus come assoluta favorita in campionato e indicata anche come una della candidate alla vittoria in Europa come ben evidenziano le quote sulla vincente della Champions League, agli azzurri spetta il compito di guastafeste ufficiali. Nonostante adesso siano sei i punti di distanza tra le due squadre, non pochi visto che il campionato è cominciato appena due mesi fa, gli azzurri hanno il compito di crederci fino in fondo e di onorare entrambe le competizioni. A tal proposito il disimpegno e il rendimento di Insigne saranno fondamentali per la truppa di Ancelotti, che ha puntato sulle abilità realizzative del folletto partenopeo spostandolo dall’out di sinistra al centro dell’attacco, dove sta imparando a rendersi pericoloso giocando tra le linee e girando attorno alla prima punta, sia essa Dries Mertens o Arek Milik. Il goal contro il Liverpool, che ha fatto esplodere il San Paolo qualche giorno fa, è la prova finale della sua trasformazione. L’impeto e la tempistica perfetta con i quali Insigne si è avventato sul pallone passatogli da José Maria Callejón sono il ritratto dell’attaccante puro, che sente la porta come nessun altro. In tal modo il numero 24 azzurro ha accolto l’invito del suo nuovo tecnico ad effettuare quel salto di qualità che tutti gli chiedono.

Non è un caso, dunque, che adesso Insigne sia anche un titolare indiscutibile nella nazionale italiana di Roberto Mancini, che a differenza del suo predecessore Giampiero Ventura punta moltissimo sul napoletano. Le sue ultime prestazioni in nazionale non sono state al livello di quelle con il Napoli, ma tutto lascia presagire che poco a poco Insigne potrà ritagliarsi uno spazio da protagonista anche con l’azzurro dell’Italia, dopo essersi preso con la forza e la tecnica quello del Napoli.