Di Angelo Mattinò
L’agente di Maurizio Sarri, Maurizio Pellegrini ha rivelato a Tuttonapoli.net alcuni retroscena su questi primi mesi azzurri del mister ex Empoli. Ecco parte dell’intervista:
Come gestite l’entusiasmo (e la pressione) dei tifosi? “Chi non ama la pressione di Napoli e lavora nel mondo del calcio cambi mestiere, vada a fare il ballerino al Teatro dell’Opera! Il calcio è fatto di emozioni, non puoi soffrire queste pressioni ma poi pretendere di avere la pelle d’oca al San Paolo durante il match con la Juventus. Sono sentimenti strettamente legati, indissolubili. La percezione dell’amore che c’è verso questi colori la si avverte allo stadio: il tifoso azzurro non trasferisce solo i cori ai ragazzi, sembra quasi che 50mila persone soffino la squadra verso la porta avversaria, per me sono unici”.
E in questi mesi, di grandi emozioni, il Napoli ne ha vissute tante. Qual è quella che ha maggiormente colpito Sarri? “Vedere San Siro con 20mila napoletani che a fine gara intonavano ‘O Surdato ‘Nnamurato è stato incredibile. Ero con lui quando uscì dagli spogliatoi dopo la partita, e sentire che c’erano ancora tante persone dentro e fuori lo stadio che cantavano in napoletano lo emozionò. Vi assicuro che molto difficilmente lascia trasparire i suoi sentimenti, ma quella sera si sentì la persona che aveva reso fieri tanti partenopei a Milano, il suo cuore si riempì d’orgoglio”.
Un legame, quello tra il mister ed i napoletani, testimoniato anche da una scaramanzia comune che di toscano ha ben poco…“Maurizio non è maniacale da questo punto di vista, non tocca i cornetti e non ha abitudini così plateali. Diciamo, in maniera garbata, che di fronte a un auspicio che tutti abbiamo ma del quale temiamo pronunciarne il nome, si tocca ferro. Ma è giusto così: non bisogna creare aspettative inutili, il troppo fa sempre male”.
Il mister è riuscito, in questi mesi, a respirare l’atmosfera che si vive in città? “C’è poco spazio per questo. Ed è il suo più grosso rammarico. Maurizio ama tantissimo Napoli ed i napoletani, ma credetemi: lavora 18 ore al giorno. Giovedì sera, per esempio, dopo aver cenato era già concentrato sulla gara con l’Udinese, analizzando le ultime sfide dei bianconeri. Non ha avuto nemmeno tempo di rivedere i cinque gol inflitti al Midtjylland”.
Fonte: Ultimecalcionapoli

