Riceviamo e pubblichiamo fedelmente il contributo del presidente del Napoli Club Padova Simone Angrisani.
LETTERA APERTA ALLA SOCIETA’ CALCIO NAPOLI
Non so come è misurabile la distanza che inevitabilmente intercorre fra un imprenditore di successo e coraggioso come Aurelio De Laurentiis, i giocatori di calcio (star, alcuni protagonisti e altri comprimari ), i dirigenti della Società, più o meno competenti di calcio e il mondo della tifoseria. So soltanto che questa distanza esiste e che andrebbe colmata con una merce di questi tempi abbastanza rara. Questa merce le persone lucide e razionali la chiamano intelligenza. Letteralmente intelligenza significa leggere dentro le cose e noi tifosi proviamo con le nostre grandi e piccole intelligenze a leggere nei rapporti fra società e tifoseria. Provo ad immaginare la percezione che i vertici di una società di calcio hanno del mondo della tifoseria: qualche esagitato, professionisti del tifo, ragazzi entusiasti che ostentano come feticci maglie, gadget e gagliardetti in onore di alcuni professionisti della palla e assicurando un discreto benessere economico al conto economico della società . Noi vorremmo quasi gridare che esiste un’altra genia di tifosi che più che tifosi si possono definire tranquillamente ambasciatori di identità se non addirittura portatori sani di un diverso modo di stare in società. Per questi tifosi la squadra del calcio Napoli non è semplicemente una squadra di calcio ma è qualcosa che travalica il successo sportivo: è lo strumento magico con cui gridare una diversa narrazione della storia della città di appartenenza. NAPOLI martoriata e sfruttata. Mi piacerebbe che tutti i protagonisti del calcio napoletano provassero per un attimo ad immaginare la vita di tutti i giorni di questo tifoso particolare che sa leggere e vuole leggere, soprattutto se vive lontano da napoli e in zone geografiche dove essere napoletano è quasi una colpa. Se questo tifoso scrive ad un importante dirigente una missiva garbata e scritta bene con cui chiede di presenziare ad un’importante manifestazione culturale che uno dei tanti club è stato capace di organizzare in giro per l’Italia e non ottiene alcuna risposta cosa deve pensare e come leggere questa latitanza: maleducazione, sciatteria comportamentale o supponenza. Adesso vorrei dire a questi dirigenti che in giro per l’Italia ci sono tifosi che non si limitano a gridare Forza napoli, cosa scontata e banale, ma sono capaci di organizzare comunità vere e proprie dove l’associato vive lo spettacolo calcistico con un diverso approccio, come se vivesse da protagonista l’avventura e la passione sportiva. Sono capaci di organizzare eventi culturali anche con il logo del Napoli calcio e nello stesso tempo parlano di impegno civile, di difesa della legalità, di letteratura e di storia. Ecco questi sono i tifosi che la dirigenza del Napoli deve incominciare a capire che esistono e con i quali poter interloquire anche e soprattutto per estirpare quel cancro che è la violenza negli stadi. A quando la figura di un dirigente che sappia essere l’interfaccia di tutto un mondo fatto di passione, di amore e di smisurato attaccamento per la squadra e per la città? vorrei solo ricordare che l’ASton Villa, blasonata squadra britannica ai tifosi residenti fuori dall’Inghilterra offre volo charter per la visita in sede in comoagnia della governance della società. Il mio è solo un consiglio ed un invito: non si prova una grande emozione quando si fanno emozionare dei sognatori?
SIMONE ANGRISANI
PRESIDENTE DEL NAPOLI CLUB DI PADOVA