Mainoo-Napoli, il colpo sfumato: Romano svela i retroscena
Il grande rimpianto del mercato invernale del Napoli porta il nome di Kobbie Mainoo. A svelare i retroscena dell’operazione mancata è stato Fabrizio Romano, che ha ricostruito i passaggi chiave di una trattativa mai decollata non per volontà del club azzurro, ma per la chiusura netta del Manchester United.
Secondo quanto raccontato, Mainoo era uno dei profili più apprezzati dal direttore sportivo Manna, considerato perfetto per alzare il livello tecnico e atletico del centrocampo. Già alla fine dell’estate scorsa il giocatore aveva manifestato la volontà di andare a giocare con maggiore continuità, chiedendo allo United un’esperienza in prestito. La risposta del club inglese, però, era stata immediata: nessuna apertura.
Il Napoli si era inserito subito nella corsa al talento inglese, provando a sfruttare anche il recente rapporto positivo con calciatori arrivati dalla Premier League. La situazione sembrava potersi sbloccare tra novembre e dicembre, quando gli azzurri avevano trovato un’intesa diretta con l’entourage del centrocampista in vista di un eventuale trasferimento invernale.
“Mainoo è un pallino del direttore sportivo Manna, è un giocatore che avrebbe fatto fare un ulteriore salto di qualità. Per qualità, potenziale, energia e voglia di giocare a calcio. Ha giocato poco nell’ultimo anno, poi nelle ultime tre partite gli è cambiata la vita grazie a un nuovo allenatore. Intorno alla fine di agosto della scorsa estate Mainoo chiede allo United di andare in prestito, lo United chiude le porte e non vuole farlo uscire. Il Napoli però lo cerca subito. Quando Mainoo inizia a bussare alle porte dei club, ce n’erano una decina in fila. Il Napoli lo tenta anche grazie alla storia recente con giocatori arrivati dall’Inghilterra, ma il discorso salta perché lo United non lo lascia partire.
Tra fine novembre e inizio dicembre il Napoli raggiunge un accordo con Mainoo e i suoi procuratori: se fosse arrivato il via libera dello United per l’inverno, Mainoo sarebbe andato al Napoli. Accordo col giocatore, non con il club. Sarebbe stato un prestito secco, senza diritto di riscatto. Lo United non ha mai dato la green light. Poi cambia allenatore, arriva Michael Carrick, che punta forte sui giovani. Tre partite, tre presenze da titolare, Mainoo diventa centrale e l’operazione decade definitivamente. Questo è stato il momento cruciale”.
Con l’arrivo in panchina di Michael Carrick, infatti, il giovane centrocampista è diventato improvvisamente una pedina centrale nel progetto tecnico dei Red Devils, chiudendo ogni spiraglio a una possibile partenza. Così quello che poteva essere uno dei colpi più intriganti del mercato azzurro si è trasformato in una grande occasione sfumata.
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