Pubblicato il: 17 Marzo 2015 alle 12:43 pm

Mandelli, primavera Sassuolo: “Jorginho lo alternai in tutti i ruoli del centrocampo a tre, ma può giocare anche a due”

9 febbraio 2010, Monterotondo Marittimo. A due passi da Grosseto, negli ottavi della 62^ edizione del Torneo di Viareggio, Jorginho incrocia per la prima volta il Napoli sulla sua strada. Il ricordo di quel giorno è agrodolce. Il Sassuolo supera gli azzurri di un baby Lorenzo Insigne ai rigori, ma Frello è l’unico dei cinque a fallire il penalty. Unica macchia in una competizione che lo vedrà protagonista con i suoi compagni, che saluteranno la Viareggio Cup solo ai quarti, eliminati dalla Juventus di Ciro Immobile (poi vincitrice).

Il Torneo di Viareggio sarà l’unico ricordo che legherà la carriera di Jorginho al Sassuolo. Nereo Bonato, attuale direttore sportivo neroverde, notò l’italo-brasiliano all’Hellas Verona, che decise di “prestarlo” al Sassuolo per fargli vivere l’esperienza del prestigioso torneo a livello giovanile: “Di lui ho un ricordo positivo, tant’è vero che espressi il desiderio di averlo con noi anche per la stagione seguente ma non fu possibile”.

Paolo Mandelli, attuale allenatore della Primavera del Sassuolo, ha un ricordo vivo di Jorginho: “Mi fece un’ottima impressione. In pochi giorni era già parte integrante del gruppo – rivela in esclusiva alla nostra redazione -, fu capace di inserirsi subito nello spogliatoio. Negli occhi gli si leggeva la sua fame e voglia di arrivare in alto. L’unico dubbio era legato al suo fisico. Era molto gracilino, ma coi piedi ci sapeva fare eccome”.

Qual era la caratteristica che la impressionò maggiormente? : “Il dinamismo che aveva in mezzo al campo, la sua capacità di giocare in velocità, di far girare la palla in spazi stretti con pochissimi tocchi. Tecnicamente era ancora un po’ ibrido, non si capiva se fosse più adatto a giocare come regista o come interno. Ad esempio era molto bravo ad inserirsi senza palla. Nel mio Sassuolo lo alternai in tutti i ruoli del centrocampo a tre”.

C’è qualche ricordo particolare legato a quel Torneo di Viareggio? : “Contro la Juventus, ai quarti, fu una partita molto particolare. Giocammo sotto una pioggia ghiacciata, ci furono parecchi problemi perché diversi giocatori andarono in ipotermia. Uno di questi fu proprio Jorginho. Ad un certo punto scomparì dal campo perché si sentì male. Andò direttamente negli spogliatoi inseguito dal fisioterapista”.

Oggi le difficoltà di Jorginho sono altre…: Lo so, e non riesco a spiegarmi il perché. Sembrava stesse facendo bene, ora invece è un po’ scomparso. Benitez è un grande allenatore, sa far giocar bene le sue squadre ed apprezza i giocatori di qualità. Inoltre credo sia adatto come mediano in un centrocampo a due, molto dipende anche dal compagno che lo affianca. In un centrocampo a tre, invece, credo renda meglio come mezzala e non come centrale. Con le dovute proporzioni, Jorginho è un giocatore con le caratteristiche da centrocampista del Barcellona, ovvero uno di quei motorini che, pur non avendo gran fisico o passo, sanno giocare la palla con qualità”.

Fonte: Tuttonapoli