Il Mattino scrive sulla trattativa tra De Laurentiis e Sarri per il rinnovo del tecnico sulla panchina del Napoli
La frase chiave, quella che apre la porta sui significati di ciò che sta succedendo, è questa: «Non puoi iniziare una trattativa che rischia di avere una discussione di 10-15 giorni con le gare ancora da giocare». Maurizio Sarri è dentro questo frase. Ha scelto la notte di Torino per lanciare un altro messaggio e definirne la chiarezza. Tradotto: di cose da dire ce ne sono davvero tante. Dunque, nessuna chiusura. Anzi. Prima di rischiare la deriva, De Laurentiis deve ricondurre la barca in porto e attraccarla al molo, al suo molo: l’obiettivo di De Laurentiis, ora che il ritorno in Champions è virtualmente conquistato è quello di risolvere (o almeno mitigare) i dubbi che Sarri ha sulla sua permanenza a Napoli.
Sarri sa di non aver firmato a giugno del 2015 un contratto con la pistola puntata alla tempia. Ha accettato le clausole unilaterali annuali ma ora per restare a Napoli vuole che vengano cancellate. L’idea di iniziare la prossima stagione, quella con la Champions che sogna da una vita, con la mannaia di un’altra opzione al 30 giugno, non gli va giù. L’allenatore di Figline non la mette sul piano economico. O meglio, non sembra questo l’aspetto chiave della faccenda: sa bene che il presidente gli offrirà un adeguamento dell’attuale ingaggio (guadagna 700 mila euro all’anno) più un’altra serie di bonus e prebende. E poiché questo, in ogni caso, produrrà la compilazione di un nuovo contratto, da questo accordo Sarri vuole che vengano cancellate le opzioni di rinnovo a favore del Napoli (quelle che fanno sì che sia il Napoli, alla fine di ogni stagione, a decidere il rinnovo per la stagione successiva). La fiducia non è un’auto sostitutiva a chilometraggio limitato. Se credi in me, dammi il volante e carta bianca.
Il dialogo è complicato ma la frattura non è insanabile. Dunque, da qui a dire che Sarri se ne andrà, ce ne passa. Di sicuro non ha in piedi trattative seducenti. Ma De Laurentiis ha bisogno di richiudere anche un’altra crepa: Sarri si aspettava che il contratto «vero» e non questo attuale che considera simile a uno da «stagista» arrivasse già a fine 2015, quando gli azzurri sono arrivati primi in classifica alla sosta natalizia. Era certo che il cammino del Napoli nel girone di andata avesse tolto a De Laurentiis tutti i legittimi dubbi sulle sue qualità (umane, professionali e tecniche) di poter condurre un top club come il Napoli. E anche questo è un punto da affrontare: anche perché ha dimostrato che, pur senza un contratto blindato il traguardo lo ha tagliato lo stesso in maniera brillante.

