Maurizio Sarri è nato a Napoli 55 anni fa, ma è cresciuto a Figline Valdarno in Toscana.
Per tanto tempo è stato un dirigente di banca dove ha curato numerose transazioni tra grandi istituti bancari. Il calcio, però, nel corso della sua vita l’ha sempre accompagnato e, dismessi panni di calciatore dilettante, tra una transazione e l’altra, ha continuato a coltivare il suo sogno di fare l’allenatore cimentandosi con piccole società di paese. All’inizio della sua carriera da tecnico ha anche conquistato due promozioni in Eccellenza rispettivamente con Cavriglia e Antella.
La svolta arriva quando fu chiamato dalla Sansovino che in tre stagione riesce a portare dall’Eccelenza alla Serie C2 conquistando anche una Coppa Italia di serie D. E’ Stato proprio in quel momento che Sarri ha deciso di abbandonare il posto in banca per dedicarsi a tempo pieno alla sua grande passione, fare l’allenatore di calcio. In realtà prima di allora, sebbene avesse i numeri per fare il salto di categoria non poteva accedere al corso per allenare in Serie C2, non avendo un passato da “calciatore professionista“. Nel giro di pochi mesi tutti i quotidiani sportivi nazionali scrissero di lui e nell’estate del 2003, in seguito proprio alla vittoria della Coppa Italia dei Dilettanti, gli fu concessa in premio una speciale deroga per allenare in C2 e facendo il passo principale verso il calcio professionistico. Una soddisfazione personale e professionale tant’è che il presidente della Sangiovannese, Arduino Casprini, che non aveva potuto tesserarlo l’anno prima (a causa di quel problema burocratico), lo prese subito alla guida della squadra valdarnese. Casprini non si sbagliava: con Sarri ottenne la promozione in C1 nel 2003-2004. Nel 2005-06 il passo decisivo con l’esordio in Serie B sulla panchina del Pescara.
Nella sua carriera ha allenato:
Stia, Faellese, Craviglia, Antella, Valdema, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento, Empoli.
Empoli è stata sicuramente la società che gli ha dato l’opportunità di mettersi in mostra disputando tre stagioni (tra serie B e serie A) da grande protagonista: secondo posto e promozione in A nel 2013/2014 e poi una tranquilla salvezza per i toscani nella stagione appena conclusa.
La sua cura maniacale per ogni dettaglio gli ha fatto guadagnare il soprannome di Mister 33, per via della sua attenzione anche sulle palle inattive che, si narra, prevedesse 33 schemi diversi. In realtà il 33 non rappresentava il numero esatto degli schemi, ma un numero facile da ricordare, che evidenziava comunque la numerosa quantità di schemi rispetto ad altri colleghi.

