L’attaccante del Napoli Dries Mertens ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Mattino
Mertens,quali sono i tre desideri da realizzare nel 2017?
«Il primo è che le cose continuino ad andare come stanno andando, ovvero che io possa fare ancora tanti gol per il Napoli».
Il secondo e il terzo?
«Vincere qualche trofeo con la mia squadra. E poi essere felice».
Obiettivo non di poco conto: qual è la sua ricetta per la felicità?
«La si raggiunge fuori dal calcio, vedendo le persone stare bene. Perché se la gente sta male, sto male anche io».
Sente il peso di essere divenuto il simbolo di questo Napoli?
«No,perché non credo di essere l’unico: i tifosi amano la squadra non il giocatore. Quello che conta nel Napoli non è il singolo, il gruppo. Il simbolo deve essere tutto il Napoli perché se faccio gol non è solo merito mio. Ma di tutti. Se adesso dovesse chiedere a Gonzalo Higuain di chi è il merito dei suoi 36 gol dello scorso anno, lui non dirà mai che è merito tutto suo. Perché non è così»
A proposito di Higuain, c’è rimasto male per il suo addio?
«La gente fa delle scelte e bisogna accettarle. Ci sono rimasto male, sì, come tutti. Ma quella di andar via è una cosa sua, che non mi riguarda. Noi stiamo andando avanti senza di lui. Come lui sta andando avanti senza di noi»
Cosa pensa di chi accetta per soldi di andare a giocare in un campionato come quello cinese?
«I soldi sono importanti e credo che, per esempio, il mio amico Witsel non abbia dormito per tante notti prima di dire di sì».
Lei invece non trascorrerà notti insonni prima di firmare il rinnovo con il Napoli?
«Speriamo, speriamo…vediamo cosa succederà».
La Juve è irraggiungibile, a suo avviso?
«Io guardo sempre a noi, non guardo le altre: dobbiamo imparare ancora delle piccole cose poi possiamo fare male a tutti. Alcune cose le sbagliamo ancora, ma se impariamo a non fare sempre gli stessi errori, possiamo dare davvero fastidio a tutti, proprio a tutti».
Insomma, la rimonta è possibile?
«Anche loro hanno perso qualcosa, hanno dei giocatori che sono diventati un po’ più vecchi. Noi crediamo che si possa fare».
Le dà fastidio quando si parla della Juve come unica squadra con una mentalità vincente?
«Sì. Molto. È vero, quando vinci le cose sono più facili ma anche la nostra mentalità calcistica, sempre propositiva,dà il senso di una squadra che pensa solo a vincere. Attenti al Napoli»
Arriva Pavoletti, sta per rientrare Milik: quale sarà la sua collocazione adesso?
«Voglio rimanere ancora lì, mi piacerebbe giocare ancora al centro dell’attacco. Ma mi va bene anche tornare a sinistra. Ma è una scelta del mister, non mia».
Tra un mese affrontate il Real di Cristiano Ronaldo
«Siamo diventati una grande squadra e il fatto di giocare un ottavo di Champions lo dimostra: non abbiamo paura di loro»
Ci racconti i suoi primi tre anni napoletani
«Questa città e questa gente meravigliosa. In Belgio io e mia moglie abbiamo degli amici che gestiscono un’agenzia di viaggio e quando un cliente entrava e chiedeva di voler andare in vacanza a Napoli loro provavano a fargli cambiare idea…la città è sporca, c’è la mafia… Sono stati qui con me e Kat qualche giorno e ora loro dicono a tutti quelli che entrano in agenzia: “Vai a Napoli, non c’è posto più bello al mondo”. Casa mia è un via vai di amici belgi che vengono qui per godersi il sole, la gente, il cibo».
In conclusione, cosa si aspetta dal 2017?
«Vi dico cosa mi aspetto dal primo mese: non dobbiamo sbagliarlo. Dobbiamo pensare a battere la Sampdoria».

