Chi si aspettava che il grande giornalista napoletano (autore di La grande storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore, 2008) difendesse il pipita dalle accuse di Dan Peterson, il quale si chiedeva cosa aspettasse il Napoli per liberarsi dell’attaccante argentino, si sbagliava di grosso.
Ecco cosa scrive Mimmo Carratelli sulla sua rubrica, Il Napolista:
Dopo il Mondiale, col gol fallito nella finale contro la Germania che avrebbe offerto all’Argentina una chance per il titolo, Higuain tornò assolutamente sotto tono. Ora torna dalla Coppa America dopo avere fallito altre due opportunità per l’Argentina nella finale col Cile (il gol “divorato” a due passi dal palo e il rigore calciato verso il cielo di Santiago). Aggiungendoci le occasioni sprecate in maglia azzurra, che sono costate al Napoli l’esclusione dal terzo posto Champions e la finale di Europa League, vengono molti dubbi.
Primo: Higuain sta a Napoli a malincuore e oggi si lamenta di non potere giocare la Champions che lui stesso ha fallito, quindi non sarà ancora un modello di entusiasmo. Secondo: la condizione atletica, mai “corretta” da Benitez, migliorerà? Lasciamo perdere i rumors sulla “Napoli rapace” ventilata da De Laurentiis. Terzo: Higuain, a 28 anni, è in fase calante?
L’argentino ha segnato col Napoli 53 gol in 104 partite (Cavani 104 gol in 138 gare). In campionato per il Pipita 17 reti il primo anno, 18 il secondo (in campionato Cavani nei tre anni 26, 23 e 29 reti).
Non sono queste cifre che ci interessano quanto l’annotazione sulla “Gazzetta” di Dan Peterson che è un grande non solo del basket.
Sostiene Peterson che il Napoli “dovrebbe vendere subito Higuain”. I cento milioni pretesi da De Laurentiis per la cessione non stanno né in cielo né in terra. Annota Peterson: “Se anche l’Arsenal offre 43 milioni, il Napoli non dovrebbe esitare”. E aggiunge: “Vendere il campione prima del tramonto” prendendo spunto dalla filosofia di mercato di Branch Rickey, famoso manager del baseball. Prospetta, cioè, il “pericolo” che quanto il Napoli potrebbe incassare oggi dalla cessione di Higuain, non lo incasserà nel futuro, specie, aggiungiamo, se il Pipita sarà ancora un giocatore scontento, nervoso, in polemica coi compagni e, peggio ancora, una delusione sotto porta nelle occasioni decisive.
I lettori perdoneranno il vecchio cronista che ha nella memoria centravanti azzurri come Jeppson, Vinicio, Altafini, Careca, Cavani, persino Clerici, e perciò non si è mai “scaldato” per Higuain.
Ma, andando al soldo, sono tanti i problemi del nuovo Napoli da lasciar perdere ogni ossessione, nostalgia, rimpianto e apologia di Benitez. Almeno su questo dovremmo essere d’accordo.
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