Tutti sott’esame, dunque. E stavolta con una novità che pochi avrebbero immaginato anche appena prima della trasferta friulana: chi sbaglia paga, per il presente e soprattutto per il futuro. Mancano ancora quattro partite alla fine del campionato e si trasfor-meranno in altrettanti test, per capire chi è davvero all’altezza di continuare a far parte del progetto e chi invece deve andar via: ecco cosa farà Rafa Benitez in questo ultimo scorcio di stagione. Grande contro le grandi, ma troppo piccolo contro le piccole. Il Napoli durante l’anno ha battuto in Champions League il Borussia Dortmund, l’Arsenal ma anche tutte le avversarie che occupano i posti più alti della classifica in Italia: Juve, Roma (due volte), Fiorentina, Inter e Milan, illudendosi e illudendo di essere ormai una squadra competitiva ai massimi livelli. Sono state però altrettanto numerose le brutte figure rimediate: contro Parma (doppio ko) Chievo, Livorno, Cagliari, Genoa, Bologna e per ultima l’Udinese. Squadre che hanno evidentemente ridimensionato la partenza dell’era Benitez, riempiendola pure di ombre. Il problema – forse psicologico – è sotto gli occhi di tutti: così lampante da farne ipotizzare una soluzione abbastanza rapida e comoda, come gli stessi protagonisti (sbagliando) devono avere pensato dopo ogni passo falso: sicuri di spiccare il volo con un po’ di concentrazione in più. Lo ha ammesso con sincerità lo stesso tecnico spagnolo, senza nascondere la sua delusione per le innumerevoli occasioni perdute. “Ne abbiamo parlato tanto tra noi, nello spogliatoio: si vede che purtroppo non è bastato”, ha detto sabato scorso. Sono stati vani tutti i tentativi fatti da Rafa per motivare i suoi giocatori. Non è servito il dialogo per inculcare al gruppo la mentalità vincente. Che fare, allora? Benitez sembra essersi deciso a passare adesso ai fatti e alla cosiddetta tolleranza zero. “Tutti nel proprio lavoro devono stare sempre attenti: se non si fa bene, infatti, può arrivare un altro e ti porta via il posto”, ha minacciato il tecnico spagnolo dopo il pareggio di Udine, concludendo il suo sfogo con un ultimatum alla squadra. Poi, la “proiezione” sul futuro. “L’anno prossimo dovremo cambiare atteggiamento. Bisogna giocare sempre per vincere e rendersi conto che ogni pallone può essere decisivo”. A Udine ha sbagliato perfino Pepe Reina, uno dei pochi leader del Napoli. Rafa non perdonerà altre leggerezze, nelle quattro gare di campionato che restano da giocare. “Mi aspetto segnali importanti: le ultime partite saranno decisive per il futuro e mi aiuteranno a tirare le somme sul rendimento dei singoli giocatori, oltre che del gruppo”. Sarà paradossalmente meno indicativa la finale di Coppa Italia del 3 maggio. “Con la Fiorentina le motivazioni verranno da sole, di sicuro…”. Come è successo sempre contro le grandi e quasi mai contro le piccole. Inter, Cagliari, Sampdoria e Verona: sono queste le quattro tappe che daranno a Benitez le risposte che cerca, prima dell’epilogo del campionato. Oggi la squadra si ritrova a Castel Volturno dopo un giorno di vacanza e sarà anche l’occasione giusta per guardarsi negli occhi. Il terzo posto in classifica è quasi blindato, grazie al netto vantaggio (+10) nei confronti della quarta. Ma Rafa pretende lo stesso dal Napoli un gran finale, per trasformarlo in un ideale trampolino di lancio in vista della prossima stagione. La sfida di sabato sera a Milano contro Walter Mazzarri arriva dunque al momento giusto per rialzare la testa. Certo il rientro di Gonzalo Higuain, che finora ha mostrato di essere uno degli azzurri più affamati. Tocca ai leader dare l’esempio.
fonte:areaNapoli
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