Napoli – La visione di De Laurentiis per la maglia azzurra

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Il presidente del Napoli ha deciso di autoprodurre le maglie. Un’idea non nuova, ma che può portare nuovi ricavi per le casse della società azzurra.

Un nuovo mercato targato De Laurentiis. A seguito della conferenza stampa del Presidente del Napoli del 30 giugno del 2021 a Roma, sono emerse le diverse strade che il club partenopeo dovrà affrontare nelle prossime stagioni calcistiche. Tra le diverse tematiche affrontate dal patron del Napoli, la crisi economica dovuta al Covid-19 (il mondo del calcio è stata una illustre vittima) è stata il tema centrale di tutte le sue risposte. L’allarme lanciato da De Laurentiis è molto chiaro, il club azzurro deve rivedere le spese per evitare un fallimento e, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il presidente si è espresso in tal modo: “Il vero problema è l’aumento del nostro monte ingaggi. Ci sono club che fatturano molto più di me e che da due anni ancora non mi pagano. […] Non c’è un ridimensionamento, una semplice presa di coscienza che il budget va rivisto altrimenti fai fallire il Napoli”. Tra le diverse soluzioni e opportunità che ADL sta preparando per le tasche del Napoli, una è molto suggestiva e potrebbe cambiare il mondo del calcio: l’autoproduzione delle divise.

Una idea non tanto nuova

In questi anni alcuni club di Serie A hanno cercato di alzare il proprio fatturato puntando sulla auto produzione e distribuzione dei kit da gara. Un’idea che necessita di un piano che possa mettere in moto una macchina quasi perfetta che coinvolga il settore della produzione, del marketing e del merchandising. Questo tipo di soluzione permette alla società di poter portare maggiori introiti nelle proprie casse, ma senza dimenticare i costi che necessitano per attuare e mantenere tale mercato. Il campionato italiano non si è fatto mancare nemmeno questo tipo di esperienza. Infatti, la prima squadra a intraprendere questo tipo di commercializzazione è stata il Perugia di Gaucci che grazie a Galex (brand ideato dal figlio del presidente Gaucci) riuscì a sponsorizzare il club dei grifoni per 10 anni, dal 1995 al 2005. Nella stagione 2013/2014 due furono i club che si crearono la propria maglia: L’Udinese di Pozzo che collaborò con “HS”, una società controllata dal direttore marketing dei friulani Massimiliano Ferrigno, che successivamente fu affidata alla Macron; la Roma di Totti che in attesa del contratto con la Nike e la rescissione con la Kappa (strana coincidenza) decise di produrre il proprio kit da gioco in collaborazione con Asics. L’esperienza giallorossa è stata completamente diversa dalle altre in quanto non c’era nessun sponsor tecnico e principale, ma fu l’occasione di lancio del “Roma Care” (Onlus legata al più ampio contesto di Responsabilità e Sostenibilità sociale della AS Roma). Chi utilizza ancora le maglie autoprodotte è il Lecce di Renè De Picciotto che, dal 2018, ha creato un marchio dal nome “M908” richiamando l’anno di fondazione del club salentino. La maglia made in Lecce viene realizzata in Cina con costi e ricavi a carico del club giallorosso.

Armani – Napoli: Ci siamo

De Laurentiis ha deciso che per la prossima stagione il Napoli produrrà le proprie divise grazie all’azienda della figlia Valentina. La secondogenita del patron del Napoli sarà la stilista delle maglie azzurre e si occuperà della distribuzione, grazie alla sua azienda “VdL”. Per completare il quadro, occorreva un partner internazionale che possa richiamare l’attenzione dei tifosi (e non solo) nazionali, ma puntare ai mercati internazionali come quello asiatico e quello americano, come affermato dallo stesso presidente in conferenza stampa: “poche maglie vendute negli Stati Uniti?! Negli Usa abbiamo 15 milioni di followers, sai cosa c’è di nuovo? Ci facciamo noi da sponsor tecnico!”. ADL ha individuato in EA7 (Emporio Armani) il giusto socio nella buona riuscita di tale progetto, nonostante il ritardo sulla tabella di marcia, promette la data della presentazione della nuova veste azzurra: “Sono in grande ritardo, per cui nella settimana che precede l’inizio del campionato, a Castel di Sangro, potrei presentare le maglie. Il tutto tra il 7 e il 15 agosto”.

Le sponsorizzazioni sono linfa vitale per le società sportive e De Laurentiis, anche questa volta, prova a fare “asso piglia tutto”. Un nuovo mercato per il Napoli e per il patron che negli anni precedenti ha fruttato milioni di euro (16,8 mln nella stagione 2019/2020, 8,1 sponsor tecnico + 8,7 sponsor ufficiali). ADL vuole mettere le mani per portare maggiori introiti nelle casse del club e se riesce nel suo intento potrebbe eliminare la tanto temuta contraffazione. Ancora una volta De Laurentiis si è dimostrato una vecchia volpe.

Francesco Abate

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