Nicchi: “Tecnologia in campo? Sarà solo sperimentazione. Nostri arbitri preparati e liberi nella testa”

   

A Radio Crc nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Marcello Nicchi, presidente Associazione Italiana Arbitri:

“Quando non arrivano i successi bisogna solo lavorare per cercare di migliorare quello che non ha funzionato per aumentare il livello del nostro calcio italiano e per farlo c’è bisogno unità di intenti, di stadi e di ambienti in cui diventa gradevole e non pericoloso andare a vedere una partita.

Europei? Partiamo sempre con buoni propositi perché la storia certifica che ogni volta che le nostre nazionali non raggiungono le finali, i nostri arbitri sono quelli che se le aggiudicano. La classe arbitrale è cresciuta tantissimo, andiamo agli Europei per fare una bella figura e facciamo gli auguri all’Italia affinché arrivi quanto più in alto possibile. La nostra sembra una bella squadra, Rizzoli merita questo riconoscimento, posso assicurarvi che sta bene nella testa, poi la forma fisica ci sarà. Sarebbe stato bello avere più di un arbitro italiano, ma non è stato possibile per una scelta tecnica e politica e noi ci adeguiamo alle scelte internazionali.

Gli arbitri italiani, vi posso garantire e ne sono convinto, sono persone preparate, libere nella testa e basta vedere ciò accade nel resto del mondo. Detto questo, capita anche a noi di sbagliare, l’importante è che l’errore non sia grave e determinante.

L’errore capita e capiterà sempre, ma vi assicuro che non c’è mai premeditazione e nessuna sudditanza. Chi segue il calcio sa che non capitava da tempo che in 10 partite di campionato ci fossero 9 vittorie esterne, questo vuol dire che ogni squadra si gioca la sua partita. Noi, come associazione italiana arbitri, abbiamo l’obbligo e il dovere di offrire un servizio di qualità, non possiamo fossilizzarci in un episodio o su una partita anche perché i problemi del calcio non sono gli errori di un arbitro, di un portiere o di un attaccate per quanto possano essere determinanti, ma il fatto che siamo qui a parlare di ciò quando invece c’è da migliorare in tante altre cose come negli stadi e nella conoscenza del regolamento. Quest’anno ho assistito ad un bel campionato, una stagione strepitosa del Napoli con dei tifosi passionali e soprattutto corretti e una finale di coppa Italia in cui si è offerto un vero spettacolo del calcio.

La moviola in campo? Non ci sarà, stiamo solo illudendo la gente. Ci sarà la tecnologia che si utilizza per visionare cose certe per esempio la goal line technology. Per il resto, non ci sarà alcuna tecnologia, sarà solo una sperimentazione: le federazioni che aderirono a questo progetto tra cui l’Italia, faranno un riassunto di questa sperimentazione segreta per poi dare il via tra due anni a quella vera, in cui, eventualmente, l’arbitro potrà chiedere informazioni su un episodio, ma per adesso non si sa nemmeno su cosa. Il prossimo anno quindi, zero effetti sul campionato. Se c’è una macchina che dice che quel fallo è stato fatto dentro o fuori l’area di rigore ben venga, stesso dicasi per gol regolare o meno, ma non sarà introdotta nessuna moviola il prossimo anno. La tecnologia significa avere certezza sulla visione di una linea, non su un fallo, un contatto, oltretutto, c’è un protocollo da sperimentare. La moviola con lo slow motions non ci sarà, il prossimo anno sarà solo di sperimentazione. La federazione e la Lega attrezzeranno gli stadi per fare questa sperimentazione, noi inizieremo degli studi con gli arbitri, andremo a visionare con un monitor alcune partite, faremo una relazione segreta e la invieremo all’international board. Poi, mi auguro che diventi reale già dalla stagione 2017-18 anzi fosse stato per me lo avrei fatto subito. Questa sperimentazione sarà fatta sicuramente in serie A, ma non in tutte le partite perché in questo momento non possiamo permetterci di mandare 12 arbitri su tutti i campi addirittura questa visionatura può avvenire anche un piazzale dello stadio e quando partirà, istruiremo gli arbitri.

La designazione è meglio rispetto al sorteggio perché in questo modo sappiamo se l’arbitro che abbiamo mandato in un certo campo, sta bene o ha dei problemi muscolari.

Il calcio deve migliorare in alcuni aspetti uno su tutti è eliminare la violenza, ma quando capita di assistere a belle partite siamo davvero felici. Poi, le aperture da parte nostra ci saranno e quando volete notizie certe siamo disposti a darle. Oltretutto, quando ci è stato chiesto di far parlare un arbitro, siamo sempre stati disponibili e presenti perché per capirci dobbiamo partire dalla cultura del rispetto.

Perugia-Napoli? Ho sbagliato e non ho avuto la fortuna di avere un supporto. Oltretutto, un giocatore da me interpellato mi confermò la decisione, che però era sbagliata.

Auguro ai napoletani tanto divertimento, è una città fantastica e merita quanto sta raccogliendo la squadra. Vorrei lasciare da parte gli arbitri, i giocatori, gli allenatori perché il pubblico di Napoli è semplicemente fantastico”.

Fonte: Radio Crc – Si gonfia la rete

Dario Catapano

Laureato in giurisprudenza e giornalista dal Febbraio 2014. Nelle cose che faccio ci metto il cuore...e la faccia! Facebook: https://www.facebook.com/dario.catapano1 Twitter: @DarioCatapano

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