Corriere dello Sport – Non c’è mai solo un perché: le Nazionali distraggono e i medici decidono.
L’edizione odierna del quotidiano, ha focalizzato l’attenzione sulle convocazioni in Nazionale, ma non solo, anche sul ruolo fondamentale che ricoprono i medici all’interno di queste ultime e delle società. Per un club, scegliere la formazione titolare, è diventato sempre più complicato. Un esempio lampante, il Napoli di Mazzarri: “Bergamo è ancora un punticino all’orizzonte, si perde in lontananza: ma quando il cronometro comincia a correre, il conto alla rovescia va ultimandosi e qualcosa bisogna pur dire. Almeno undici nomi, anzi di più. Walter Mazzarri è uscito da questa dimensione che pure gli è appartenuta per un bel po’ ma non è rimasto fuori dal mondo: e, semmai si fosse un attimo assentato, ha avuto modo di ritrovarsi in un quel frullatore che devasta l’anima.
Per il momento, è tornato un po’ di Napoli – Kvaratskhelia, Ostigard, Lobotka e Cajuste – ma dopo le presentazioni, è già arrivato il momento delle riflessioni: Lindstrom glielo hanno annunciato ammaccato, né più e né meno di quanto lo sia Zielinski, e su Osimhen poi ci sarà modo di ritrovarsi a chiacchierare, perché val sempre la pena aspettare un uomo da trentuno gol”.
Fonte foto in evidenza — (da Football Pictures) Flickr.com —
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