“Volevo lasciare un segno dentro e fuori dal campo. La mia ambizione era troppo forte e per questo ringrazio il presidente Squinzi e Carnevali. Mi stanno dando un’opportunità che a metà stagione non è semplice concedere. Qui c’è il fattore umano e un’alchimia fantastica, che in altri club non qui. In questo momento sto lasciando casa. Assisterò Fabio a 360 gradi come collaboratore tecnico. Posso allenare coloro che giocano meno durante il campionato. Sarà una full immersion per me, un salto grandissimo. La domenica? Sarà una sensazione strana. Non mi mancherà il campo perché si tratta di una scelta mia, ma il vivere i miei compagni.
A proposito del rapporto con i tifosi:
“In Emilia ho trovato un tifo che mi ha accolto bene. Numericamente parlando è impossibile fare paragoni con altre realtà. Ma ieri ho salutato delle persone e ho visto piangere anche loro. Le lacrime non sono mai versate a caso. I tifosi del Sassuolo hanno capito che avevo un filo con Napoli, impossibile da staccare. Loro lo hanno accettato e questa cosa mi ha reso felice. Mi hanno voluto bene anche se il mio cuore era da tifoso del Napoli, anche quando mi hanno omaggiato al San Paolo. Loro mi hanno capito e rispettato. Io li ringrazio anche per questo.
La città sarà una novità. Sono stato lì due volte ma solo per tournée estive. Mi sono preparato nell’ultimo periodo perché prima ero troppo concentrato per fare bene qui fino all’ultimo giorno. Anno nuovo vita nuova. Sapere di smettere ma fare qualcosa che mi tiene impegnato è un privilegio. Il cinese sarà difficile da imparare, ci accontenteremo dell’inglese. Ho vissuto poco Fabio. La vita ci ha diviso da giovanissimi. Ritornare insieme non accadeva da tantissimi anni. Avrei voluto farlo in futuro ma ho avuto opportunità nell’immediato. Non vedo l’ora di iniziare. Il momento più bello? E’ stato la salvezza, nell’anno in cui sono arrivato. Pensare di salvarsi con una giornata di anticipo non era assolutamente semplice. Quello meno bello è stato l’eliminazione dall’Europa League, quando abbiamo visto la nostra squadra decimata a causa di tanti infortuni. Di Francesco? È uno di quelli che mi han fatto accendere la lampadina per voler fare l’allenatore. Scudetto? Ho una sola speranza, sapete qual è…”.

