L’arresto di Giampietro Manenti, avvenuto ieri, è separato dalle questioni relative alle indagini per bancarotta condotte dalla Procura di Parma ma è l’ultima goccia sulla crisi degli emiliani che oggi conosceranno il loro futuro.
Il rischio più concreto è proprio quello unico nella storia del club emiliano, ovvero del fallimento. Si dovevano trovare somme che non sono mai arrivate, sono state fatte promesse vaghe: Manenti non avrebbe comunque potuto salvare il club dal fallimento. Il neo patron del club, come terminale del gruppo formato da hakcer e riciclatori di denaro, avrebbe cercato di far passare un esiguo capitale dalle casse del club. Siamo nell’ordine dei 4-5 milioni di euro. Una somma che quindi non avrebbe avuto conseguenze sul piano del rientro del fallimento, visto che stiamo parlando di una cifra relativa al debito molto più ampia
Se verrà decretato il fallimento, verranno nominati i consulenti (sia sportivi che non), che dovranno eseguire una valutazione del club. Dopo, si procederà con la prima asta, si presume entro maggio (visti i tempi stretti del calendario sportivo). Se dovessero andare deserte tutte le aste, per il Parma non ci sarà altro destino che ripartire dai dilettanti. Al momento, Parma-Torino di domenica prossima è difficile che si giochi, a meno che non venga concesso l’esercizio provvisorio.
Massimo Avino
fonte:calcioefinanza

