La partita di ritorno di Champions League tra Porto e Roma premia i portoghesi, bravi a crederci fino alla fine.
I lusitani giocano un’ottima partita condotta dall’inizio fino alla fine. Entrambi i tecnici optano per degli schieramenti prudenti: Di Francesco manda Fazio in tribuna e Pellegrini con Florenzi in panchina. L’allenatore dei capitolini opta per la difesa a 3 mettendo Juan Jesus al centro con Manolas e Marcano ai lati. Conciençao, invece passa da uno spregiudicato 4-3-3 ad un più prudente 4-4-2 con Soares davanti al fianco di Marega e Corona a giostrare da quarto di centrocampo a sinistra.
I portoghesi trovano il vantaggio con Soares al 26′, il rigore segnato da De Rossi al 37′ sembrava aver messo le cose apposto per i giallorossi. Nella ripresa il Porto si porta avanti, sul 2-1, grazie ad una rete di Marega; il computo totale è di 3-3, con lo stesso identico risultato maturato nella partita di andata e di ritorno. Si va così ai tempi supplementari, durante i quali regna l’ equilibrio. Al 116′ la svolta della partita, Florenzi tiene Fernando per la maglia, per evitare il tap-in su un tiro-cross di Maxi Pereira, Çakir non vede ma il Var lo richiama: calcio di rigore per i lusitani. Telles dal dischetto non fallisce, mandando in paradiso il Porto. Nel finale, negli ultimissimi minuti, abbastanza concitati, è la Roma che reclama un rigore su Schick, ma stavolta Çakir decide di non andare a vedere al Var. Finisce così, con il Porto avanti e la Roma che non riesce a rimontare. Dopo lo splendido percorso della scorsa stagione, Di Francesco si ferma agli ottavi.
NelloPaolo Pignalosa

