Prandelli: “Sarri è il vero artefice della svolta Napoli. Per tre motivi…”

Cesare Prandelli parla del Napoli di Maurizio Sarri in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno

“Non si può diventare allenatori bravi in sei mesi mesi. Bisogna conoscere la storia delle persone e dei tecnici. Sarri è uomo dalla grande cultura per il lavoro, ha buonsenso e conosce perfettamente la gestione del gruppo. La sua carriera era stata importante anche prima del Napoli, al di là della categoria. Per me era normale che facesse bene, è strano invece che un allenatore debba arrivare a 57 anni per diventare un big. Un’anomalia del calcio italiano”.
De Laurentiis ci ha visto giusto, dunque?
“Sicuramente. Ricordo che c’erano altri allenatori che potevano arrivare a Napoli, peraltro opposti come filosofia di calcio. La scelta di Sarri è stata indovinata perchè la squadra c’era, andava educata con un maestro di calcio”.
Napoli, campione d’inverno. Può essere l’anno dello scudetto?
“Difficile dire se gli azzurri ci riusciranno, le distanze tra le squadre di vertice sono risicate. Juventus, Napoli, Inter e anche la Roma se la giocheranno tutte fino alla fine, gli azzurri hanno il valore aggiunto dell’ambiente. Credo che la pressione o comunque il grande entusiasmo della piazza siano un valore aggiunto. Quando la città ti chiede di stare sempre sul pezzo, ti stimola a fare sempre meglio. Ti motiva e ti entusiasma. Poi, certo serve la forza della squadra e il Napoli ce l’ha. Starei anche attento a non toccare gli equilibri in questo mercato”.
La squadra è più o meno la stessa dello scorso anno. Reina o Sarri, il vero valore aggiunto?
“Reina è un grande portiere, oltre che un leader in campo e fuori. Ma Sarri è l’artefice della svolta. Per tre motivi”.
Ci dica.
“Ha dato la giusta considerazione e importanza ad Higuain, responsabilizzandolo; è stato bravo e capace a cambiare le sue idee rispetto al modulo. Era partito in un modo, ha intuito che con il 4-3-3 avrebbe esaltato al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori e pur con qualche sacrificio lo ha attuato. E ancora, ha fornito le conoscenze giuste alla difesa. In Italia il reparto dove si vede di più la mano dell’allenatore è la la difesa”.

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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