Punto, Doppio Punto & ControPuntino – Noi l’inno non lo fischieremo!

   
   

tim-cup-coppa-italiaArchiviata la gara di Milano contro l’Inter, il Napoli e i napoletani sono già proiettati verso la finale di Coppa Italia. Inutile nasconderlo, la vittoria è importante perché darebbe un senso a tutta questa stagione che ormai volge al termine.

Conquistare il trofeo nazionale sarebbe il giusto premio per un progetto che, fra alti e bassi, ha dimostrato di poter dare i suoi frutti negli anni a venire.

Chi ritiene che il sottoscritto sia diventato un pazzo furioso solo perché considera “buona” la stagione in corso, si sbaglia di grosso. Un terzo posto in campionato, un girone di Champions disputato alla grande e una finale di Coppa Italia non sono da buttar via se si considerano i numerosi infortuni occorsi durante l’anno e un allenatore nuovo. Se ci si sofferma poi a leggere la formazione titolare scesa in campo contro l’Inter anche al più distratto dei lettori sarà balzato agli occhi che 8 calciatori su 11 nemmeno figuravano nella rosa allenata da Mazzarri la scorsa stagione.

Ciò premesso, il progetto De Laurentiis-Benitez sembra avere tutte le carte in regola per poter puntare a grandi obiettivi. Ci sarà bisogno di qualche correttivo, ma le fondamenta sembrano essere abbastanza solide.

Nella vita bisogna solo avere un po’ di pazienza e chi non ne ha, forse, è stato abituato a ricevere “tutto e subito”. Beato lui!

Tornando al discorso iniziale, la finale di Coppa Italia, è interessante sottolineare che allo stadio Olimpico sono state stimate più di 30mila presenze di sostenitori azzurri. Anche questa volta, però, la vendita dei tagliandi ha dato luogo a non poche lamentele di alcuni esponenti dei gruppi organizzati del tifo che, attraverso i social-network, hanno manifestato tutto il loro disappunto.

Sempre rimanendo in tema-finale, c’è già chi si dichiara pronto a fischiare l’inno di Mameli.

Partendo dall’assunto che tutti i punti di vista sono meritevoli di rispetto, ci sentiamo però di non condividere tale posizione.

Lo sport dovrebbe farsi portatore di valori come la solidarietà, la fratellanza, la lealtà e il rispetto reciproco. Lo stadio, poi, dovrebbe essere un luogo dove le opposte tifoserie, in un clima di sana goliardia e di sfottò, possano fare festa indipendentemente dal risultato finale della propria squadra. Lo sport dovrebbe unire e non dividere.

In Italia, però, c’è sempre chi cerca di strumentalizzare ogni evento per interessi personali che nulla hanno a che fare col calcio e lo sport in generale.

La politica e le lezioni di “storia” si facciano nei luoghi a ciò preposti, se di politica e di storia trattasi.

Cari amici, per 90 minuti rilassatevi… ‘e facitece sta quieti’!

NOI L’INNO NON LO FISCHIEREMO!

Dario Catapano 

 

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Dario Catapano

About Dario Catapano

Laureato in giurisprudenza e giornalista dal Febbraio 2014. Nelle cose che faccio ci metto il cuore...e la faccia! Facebook: https://www.facebook.com/dario.catapano1 Twitter: @DarioCatapano