Domenica sera in Napoli-Lazio saranno faccia a faccia due “maestri” di calcio con situazioni simili perché nel tempo hanno saputo accettare compromessi ed apportare delle sostanziali modifiche alle proprie convinzioni calcistiche.
LAZIO – In principio il Verbo di Stefano Pioli era il 4-4-2 imperniato sulle “catene di gioco” che si sviluppano fra i vari reparti e coinvolgendo soprattutto le fasce. L’evoluzione tattica del tecnico laziale l’ha spinto in seguito ad assegnare un ruolo fondamentale al trequartista e adottare il 4-2-3-1 già in avvio dell’esperienza con la Lazio dove trova in Stefano Mauri il perno dell’intera squadra: in fase difensiva infatti Mauri si abbassa e il modulo”torna” ad essere un 4-4-2 classico, in fase offensiva sono invece determinanti i suoi movimenti nello spazio e i suoi inserimenti in profondità, che combinati col movimento delle catene laterali danno imprevedibilità e incisività alla formazione. Nel “Credo” di Pioli ci sono due dogmi: la difesa a “quattro” (sebbene ai tempi del Bologna ha spesso alternato la difesa a tre e quella a quattro) e al cosi detto “contro-movimento” alla base di molti degli schemi offensivi di Pioli, con i laterali che prima si allontanano dal pallone, poi tornano verso il compagno e infine proprio con un cambio di direzione ricevono la sfera in profondità.
NAPOLI – Il tormentone è già iniziato: contro la Lazio Maurizio Sarri confermerà il 4-3-3 o tornerà al 4-3-2-1? Dopo la gara con Club Brugge si attendono, dunque, conferme anche se non è dato per scontato che pure contro gli aquilotti laziali, il tecnico opterà per i tre attaccanti. Di sicuro nel corso dell’intera stagione, non rinnegherà il 4-3-1-2, che gli ha permesso di raggiungere risultati importanti alla guida dell’Empoli. Ma, non potrà trascurare la forza del tridente, nonostante le difficoltà che potrebbe incontrare Higuain, spesso fuori dall’azione coi tagli di Callejon e Mertens. Proprio il Pipita potrebbe rappresentare uno scoglio per Sarri perché è inevitabile che il modulo a tre punte è più congeniale ad Insigne al fianco di Callejon e Mertens. Infine un’ultima clamorosa possibilità, quella di adottare il classico “albero di Natale” con un 4-3-2-1 con Higuain punta centrale e Mertens e Callejon leggermente dietro. Il tecnico sta comunque dimostrando di saper cambiare; tocca ai calciatori accettare di buon grado le sue scelte di gara in gara.
Massimo Avino

