L’edizione nazionale di Repubblica scrive sulla reazione della Juventus per gli errori arbitrali accaduti nella doppia sfida Champions contro il Bayern
“Il sapore amaro era quello dello scoramento o della rabbia, a seconda dei livelli: i due errori dell’arbitro Eriksson (e dell’inglese Atkinson a Torino) si sono incasellati in un quadro più ampio e hanno assunto un’altra dimensione, agli occhi del club. Marotta, a caldo, aveva sottolineato lo scarso peso politico della nostra federazione, probabilmente pensava alle lamentele espresse anche dagli altri club italiani cacciati dall’Europa (tutti hanno avuto qualcosa per cui protestare) e provava a dare una logica al tutto. E se c’è una logica (ma c’è o è casualità?), significa che alla Uefa non ci vedono di buon occhio. Il designatore degli arbitri europei, in pratica il loro capo, è Pierluigi Collina: alla Juve qualcuno nutre il sospetto che il più famoso direttore di gara della storia del calcio rappresenti in qualche modo un condizionamento in negativo, magari per eccesso di zelo. In ogni caso, a Torino vorrebbero che Tavecchio si esponesse, che prendesse posizione, che si facesse sentire, nella speranza che il rumore agiti un po’ le acque”

