L’edizione napoletana di Repubblica sottolinea il cambio di tendenza del Napoli sulle gare in traferta
Le certezze nel calcio durano poco. Perché la fama del Napoli è cambiata. Lo stadio San Paolo, nello scorso campionato, è stato l’alleato più prezioso dell’orchestra di Sarri nella cavalcata trionfale conclusa al secondo posto. Un’autentica fortezza blindata da un rendimento super: 16 vittorie e 3 pareggi. Ma dopo qualche mese le statistiche sono diverse. Gli azzurri si esaltano di più in trasferta. Il bilancio è da scudetto: 18 punti all’attivo con 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte.
La squadra di Sarri è in testa alla speciale classifica assieme alla Juve (6 successi e 4 stop) e all’Atalanta che ha però ha giocato due gare in più. Diverso, invece, il ruolino di marcia davanti ai propri tifosi. Juventus e Roma sono due rulli compressori (11 su 11 per i bianconeri, 10 su 10 per i giallorossi), al contrario del Napoli che si è inceppato spesso. Pesano la sconfitta nello scontro diretto con la Roma, ma soprattutto i pareggi con Lazio, Sassuolo e Palermo. Il motivo è prettamente tattico. La soluzione dei tre piccoletti funziona meglio lontano dal San Paolo: gli avversari lasciano spazi e i movimenti del tridente fantasia mandano in tilt la difesa rivale. Mertens toglie qualsiasi riferimento: arretra per lasciare lo spazio agli inserimenti di Insigne e Callejòn ma sa anche attaccare la profondità.
L’alta velocità ovviamente è l’ingrediente principale di un Napoli che incanta la platea (vedi San Siro) con giocate ad effetto. I limiti, invece, si palesano in casa contro squadre che badano prevalentemente al sodo pensando unicamente a difendersi. L’1-1 col Palermo è la perfetta cartina di tornasole: i rosanero si sono trovati in vantaggio in avvio e poi si sono chiusi a riccio posizionando il famoso pullman a ridosso dell’area di rigore che ha tolto verve alla manovra azzurra. La situazione sarà diversa al Dall’Ara e il Napoli proverà a portare avanti il suo trend. Altro indizio: solo Mertens ha una preferenza leggera per le gare casalinghe (7 reti su 13 ma nella statistica pesa il poker rifilato al Torino). Callejon (5 su 8) e Insigne (4 su 6), invece, hanno segnato più gol senza l’apporto del pubblico di Fuorigrotta.
La tendenza, dunque, andrà sfruttata pure domani sera (inizio alle 20.45, arbitra Massa di Imperia) contro il Bologna. I padroni di casa hanno una classifica abbastanza tranquilla e affronteranno il big match a viso aperto. Sarri lo sa e vuole approfittarne. Lo spartito offensivo dovrebbe essere confermato. Toccherà al solito terzetto. Pavoletti resta un’opzione in corso d’opera: l’attaccante prelevato dal Genoa deve ritrovare la forma, quindi non è esclusa una staffetta nella ripresa, solo così il bomber livornese potrà sentirsi a suo agio nei nuovi meccanismi e offrire il suo contributo.
Presto lo farà pure Arek Milik. Le sensazioni sul polacco sono positive e oggi potrebbe pure strappare la convocazione per Bologna. Il polacco si accomoderebbe in panchina e sarebbe un premio alla sua determinazione. L’ultima apparizione risale addirittura al 2 ottobre con la sconfitta beffarda di Bergamo, poi è cominciato il suo calvario con la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. In difesa, invece, è scoccato il momento di Koulibaly che anche ieri si è allenato regolarmente con i compagni (a Castel Volturno c’erano Lillo e Greg che dal 16 sarano in scena al teatro Cilea) e quindi ha avanzato la sua candidatura. Sarri deciderà solo dopo la rifinitura. Ma lo farà in silenzio. Bocca cucita e nessuna conferenza stampa, ormai non fa più notizia.
