Repubblica sul caso Insigne: “L’allarme è stato lanciato, ma c’è un punto in comune che non va sottovalutato”

   

Pasquale Tina scrive sul caso Insigne nel suo articolo per l’edizione odierna di Repubblica

Lo strappo s’è consumato ufficialmente nella giornata di martedì. Ma il gelo tra Insigne e il Napoli è calato a metà luglio. I suoi procuratori e Aurelio De Laurentiis non hanno trovato l’intesa a Dimaro sul rinnovo del contratto (scadenza 2019). Idee diverse e distanza tra le parti. Sulla vicenda è calato il silenzio, almeno da parte della società, e l’entourage dell’attaccante non ha gradito. Da qui la decisione di alzare la voce. Lo ha fatto Fabio Andreotti, uno dei suoi agenti, in una lunga intervista in radio. «Nell’ultimo summit con il club non ci sono piaciute certe risposte. Lorenzo ha fatto una scelta di cuore, ma la vita professionale non è eterna e quando ci sono altre formazioni che vogliono gratificarti, allora devi andare sul mercato. Stiamo prendendo in considerazione alcune situazioni. Tre squadre tra le più ricche d’Europa vogliono Insigne».

Lo studio che rappresenta Insigne ha avuto abboccamenti importanti, l’ultimo è quello dell’Atletico Madrid di Simeone. «Il Napoli non vuole cederlo, ma il contratto che ci offre non è soddisfacente». Il nodo, infatti, riguarda l’ingaggio. Insigne — che nell’ultima stagione ha guadagnato 1,8 milioni di euro — chiede un riconoscimento più importante, in linea con la stagione da protagonista (12 gol). «Se andiamo a vedere gol e assist — continua Andreotti — Insigne è stato il più incisivo dopo Higuain. Gonzalo ha sfornato una rete o un passaggio decisivo ogni 88’, Lorenzo ogni 108’, Hamsik ogni 192».

Numeri inequivocabili che secondo il clan Insigne meritano un doppio riconoscimento. Insigne in pratica vuole uno stipendio equiparato a quello dei big del Napoli, e poi diventare nel corso dei prossimi anni il campione più pagato. Il capofila al momento è Hamsik: il capitano ha appena rinnovato il suo accordo con uno stipendio che si aggira attorno ai 4 milioni. Non bastano, dunque, i 2,5 milioni messi sul piatto da De Laurentiis per il giocatore.

«Finora Lorenzo ha pensato solo al bene del Napoli, ma adesso chiediamo la possibilità di togliere il disturbo. Siamo pronti a valutare le offerte che ci sono arrivate. Non può essere il Totti azzurro solo a parole», conclude Andreotti. L’allarme, dunque, è stato lanciato e adesso toccherà a De Laurentiis rispondere. Un punto in comune (al momento) c’è e non va sottovalutato: la volontà di entrambi è proseguire insieme ancora a lungo. Ma bisogna riallacciare il dialogo e riprendere la trattativa pure sulla clausola rescissoria (non gradita al giocatore).

Il Napoli nel frattempo sta definendo l’affare Rog ed è ancora alle prese con il tormentone Mauro Icardi. Il nuovo tecnico dell’Inter, Frank De Boer, sembra aver chiuso ogni porta. «Resta qui, è un giocatore importante per noi». Oggi o domani potrebbe esserci comunque un contatto tra gli agenti dell’argentino (probabile la presenza di Wanda Nara) e il diesse Giuntoli. Il Napoli ha una sola possibilità: la rottura tra Maurito e l’Inter, solo a quel punto sarà presentata l’ultima offerta alla dirigenza nerazzurra. In agenda ci sono sempre Sportiello (ma deve partire Sepe) e Maksimovic, che però il Torino non molla tanto facilmente.

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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