Il patron della Lazio si confessa a Radio Serie A: “Vivo sotto scorta e senza privacy, ma non mi piego. Dobbiamo riportare i valori nelle scuole”.
ROMA – Un racconto crudo, che va ben oltre il rettangolo di gioco e scava nel lato oscuro del tifo estremo. Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore della Repubblica, è intervenuto ai microfoni di Radio Serie A per denunciare un clima di ostilità che ha ormai superato i confini della normale dialettica sportiva, trasformandosi in un vero e proprio assedio personale.
Un quotidiano fatto di ombre
Le cifre fornite dal numero uno biancoceleste sono impressionanti e delineano un quadro di intolleranza sistemica.
“Ricevo moltissime chiamate con minacce di morte, mi capita di riceverne anche 300 al giorno“, ha rivelato Lotito.
Un carico psicologico che farebbe vacillare chiunque, ma che il presidente affronta con una determinazione ferrea: “Una persona normale probabilmente si spaventerebbe, io invece vado avanti sapendo cosa ho fatto per il calcio. Più usano questi metodi, più cerco di far valere l’ideale del rispetto”. L’assurdità del fenomeno tocca picchi paradossali, con intimidazioni che arrivano a riguardare persino le squadre avversarie della Lazio.
La vita sotto scorta: “Privacy addio”
L’inevitabile conseguenza di questo clima è una libertà personale drasticamente ridotta. Lotito ha confermato di vivere ormai stabilmente sotto scorta, una misura necessaria per la sua incolumità ma estremamente gravosa sul piano privato.
“La scorta limita la mia privacy, ma serve per tutelarmi”, ha ammesso con pragmatismo. “Sono abituato ad adattarmi, ma è fondamentale puntare sulla prevenzione”. Per il patron laziale, la soluzione non può essere solo repressiva, ma deve affondare le radici nell’educazione delle nuove generazioni.
L’appello ai valori: “Recuperiamo l’essere umano”
Il cuore dell’intervento di Lotito è un accorato appello al ritorno verso una cultura sportiva basata su sani principi, un patrimonio che negli ultimi anni sembra essersi disperso.
Il presidente punta forte sull’andare negli istituti scolastici per “recuperare il significato valoriale dello sport”.
La visione di Lotito è chiara: “Va valorizzato l’essere umano non solo in quanto sportivo, bensì in quanto persona”.
In un mondo del calcio sempre più esasperato, le parole di Lotito suonano come un monito: senza il rispetto dell’uomo, lo sport perde la sua funzione sociale, trasformandosi in un pericoloso terreno di scontro.
Massimiliano Esposito
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