L’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, tramite le firma di Antonio Giordano, scrive in merito al ritorno di Adl da Los Angeles
Ritorno Adl – Il ritorno del presidente e la necessità di conferire serenità alla squadra, conviene a tutti, lasciano pensare ai titoli di coda della vicenda nata il 5 novembre nelle viscere del San Paolo.
“E il cielo è sempre più blu notte: perché intorno restano veleni che s’avvertono per intero e nell’orizzonte opaco non s’intravede nulla, se non il buio. Magari passeranno pure queste nottate, le più tremende degli ultimi quindici anni, e poi, chissà, si alzeranno i calici e si celebrerà persino la pace: ma volando verso Liverpool, e standosene con la testa tra le nuvole, s’avvertirà (ancora) quel gelo che dal 5 novembre copre Napoli, lasciandolo disorientato in questo caos surreale che ormai s’è preso persino i dettagli esistenziali. Aurelio De Laurentiis arriverà domani pomeriggio da Los Angeles, ha visto e capito, sa che c’è da intervenire per restituire la tranquillità svanita in quel colpo di scena (di testa) del 5 novembre e che in California s’è percepito a occhio nudo: bisognerà parlarsi, dirsi ciò che per ora è stato soffocato, ricominciare.
Stipendi
Rimane quella sfida sottile ch’è cominciata quella sera nel ventre del san Paolo in cui è successo di tutto e che proseguirà, che prevederà una «stangata» da due milioni e mezzo di euro (circa), che spingerà – anzi ha già spinto – ad effettuare il bonifico bancario degli stipendi non con la proverbiale puntualità di questi tre lustri dell’era De Laurentiis ma con un «lecito» ritardo.
Carlo moderatore
Ma ci saranno nuovi capitoli, chissà quanto avvincenti o se invece destabilizzanti, perché poi si sfocerà nelle contromosse dei calciatori, in un’azione di forza del Napoli che potrebbe persino richiedere la possibilità di impugnare i contratti personali per comprendere se esistano i margini del risarcimento per «danni di immagine». E allora, conviene darsi appuntamento, con Ancelotti in versione moderatore, per liberare il Napoli da un peso psicologico evidente e che De Laurentiis, tra una causa e l’altra, sa di dover rimuovere.
No Liverpool
Sarà indispensabile uscirne, per ragioni di stato e anche di convenienza reciproca, e chiaramente con l’aiuto della diplomazia, poi si lascerà lì quel «corpo a corpo» tra De Laurentiis e il Napoli che l’ha tradito: ma il chiarimento è nell’aria. A Liverpool, nella «madre» d’ogni sfida europea, c’è il fascino di Anfield, c’è il prestigio d’un club che ha fatto la storia, c’è il match con i campioni d’Europa in carica e infine – infine? – c’è anche la qualificazione agli ottavi di finale da afferrare, possibilmente in fretta: De Laurentiis non ci sarà, non dovrebbe esserci – né lui e né l’ad Chiavelli, che avrà impegni in Lega a Milano domani – ma osserverà come ieri sera e poi deciderà come e quando intervenire. Perché un segnale, l’ennesimo, di disgelo, non può essere più rinviato. Lo sa anche De Laurentiis, adesso, perso nelle tenebre di una notte a modo suo illuminante: il Napoli non c’è (nella testa).”
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